human not human… sitemap & link docet!

Che sia un utente umano o un bot una corretta sitemap ed una corretta ottimizzazione dei link sono la corretta chiave di interpretazione per un’efficace UX.

User eXperience ovvero l’esperienza utente è ciò che conta e se l’utente da soddisfare è un umano in carne ed ossa (tutto occhi ed orecchi visto che si parla di percezione in primis) oppure un bot che si comporta in tutto e per tutto come un non vedente (con particolari esigenze tecnologiche) allora le parole chiave !Abracadabra per lavorare bene sono sitemap e link ed il tutto, ovviamente, in ottica di !Architettura dell’informazione.

Ce lo ricordano gli specialisti di Yoast con un bell’articolo sulla struttura dei siti Web disegnando un’efficace gerarchia homepage-categorie-sottocategorie-post-tag-parole_chiave ed il tutto in sinergia con il menù di navigazione e la necessità di costruire una strategia di link interni e landing pages funzionali ad eventuali conversioni ed obiettivi da settare.

Lo conferma un altro articolo ancor più raffinato come capacità di analisi (ma anche di sperimentazione) di Search Engine Land che ci illustra i risultati di un esperimento di indicizzazione di Google Bot arrivando a delle conclusioni inaspettate come quella che i javascript-link servono a far indicizzare le pagine ad essi collegati ma senza valorizzarle a livello di rank per il relativo anchor text oppure che un testo nascosto tramite accorgimenti css (dichiarazioni di stile) di qualche tipo vengono comunque indicizzati. Confermata l’importanza dei link di primo livello non solo come repentino invito all’indicizzazione delle pagine di riferimento ma anche come valorizzazione del rank relativo all’anchor text del link e del testo contenuto sempre dalla pagina collegata.

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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