Breve è meglio?

Si scrive e si legge ancora di più rispetto al passato ma comunque in maniera ‘breve’.

Non è assolutamente vero che si legge e si scrive molto meno rispetto al passato: soprattutto ‘grazie’ ai dispositivi digitali si legge e si scrive molto più rispetto a ‘prima’ ma sono esperienze frammentate e ripetute incessantemente che ci fanno perdere il filo ovvero il senso del nostro storytelling quotidiano.

Assediata dall’opportunità audio e dai simboli grafici, la parola letta e scritta è sempre più breve: l’intervista a Francesca Chiusaroli di www.scritturebrevi.it è molto stimolante perché ci aiuta a riflettere su come la maggior parte delle persone siano coinvolte, nella maggior parte del loro vissuto comunicativo sbrigativamente riconducibile all’esperienza social, a forme di scrittura (e conseguentemente di lettura) decisamente brevi ovvero costituite sempre più da acronimi, frasi, periodi, testi sempre più brevi.

Quello che dovremmo convincerci è che la soluzione breve non dovrebbe voler dire rinunciare alla qualità di ciò che leggiamo e scriviamo, anzi dovremmo fare ancora più attenzione alle nostri comunicazioni ed alle informazioni che incontriamo proprio in quanto brevi. Da questo punto di vista risulta molto interessante l’approdo in Italia dello strumento di verifica delle informazioni NewsGuard realizzato da pool di giornalisti che cercano di aiutarci nella selezione delle fonti informative distinguendo fra piattaforme comunitarie, magazine ironici, fonti validate e sorgenti di informazioni classificate come inaffidabili oppure ancora in corso di valutazione.

Perché va bene andare di corsa ma anche cercare di scansare le fake news per evitare una loro pericolosa diffusione: in fondo la lettura/scrittura è un circuito virtuoso solo se gli consentiamo noi di esserlo (tale!).

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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