Accessibilità: questione di soldi e non solo

Lingua dei segni, banconote e l’immancabile Web: le mille facce dell’accessibilità.

Le nuove banconote da 100 e 200 euro sono addirittura vegan (prodotte con solo materiale vegetale) ma soprattutto dotate di alcuni accorgimenti per renderle maggiormente usufruibili da persone con problemi visivi: grandi cifre in caratteri marcati e tonalità molto contrastate, oltre a presentare lungo il bordo segni percepibili al tatto.

“Soldi, soldi, soldi…” canta Mahmood ed a proposito di accessibilità veramente coinvolgente l’interpretazione nel linguaggio dei segni della hit musicale ed ottimo esempio di come una versione accessibile di un elemento multimediale può essere un’occasione espressiva preziosa e non solo una faticosa e burocratica incombenza da svolgere.

E poi il Web, ovviamente – dove tutto confluisce (compresi i contenuti di molte app) – e rispetto al quale i due maggiori interpreti dell’accessibilità sono, e non a caso, Chrome e Firefox ovvero i due browser più diffusi ed utilizzati al mondo.

La fondazione Mozilla pubblica continuamente nuova documentazione tecnica per tutti i webmaster che hanno a cuore la tematica dell’accessibilità e vogliano verificarla anche attraverso i numerosi strumenti di sviluppo interni del browser Firefox: una fra le ultime riflessioni tecniche più interessanti quella inerente alla comprensione e soprattutto alla corretta applicazione tecnica delle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) che, attualmente, si trovano in un delicato momento di transito fra la versione 2.0 e quella 2.1.

Google continua ad investire grandi risorse tecniche in tema di accessibilità e lo fa ovviamente attraverso il suo browser Chrome che ha al suo interno un’apposita sezione Audit-Accessibility grazie alla quale capire e verificare la corretta fruizione di una pagina Web tramite strumenti molto evoluti messi a disposizione dell’estensione-motore Axe che permette, ad esempio,  di ricostruire gli accessibily-node del Document Object Model (DOM) ed eventuali attributi ARIA (Accessible Rich Internet Applications) utili, in particolare, per una corretta interpretazione di una pagina Web tramite screen-reader.

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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