App sviluppate, simulate o derivate dal Web

Le app sono la perfetta ossessione per chi auspica una perfetta User eXperience: dunque come si può prevedere od arrivare allo sviluppo della conseguente User Interface?

La prototipazione di app è un’esigenza di molti capi-progetti, creativi, sviluppatori, concept creator, eccetera e poco conta se si parla di qualcosa che non nascerà mai, avrà uno suo sviluppo immediato solo su Android (oppure anche su iOS) opure si privilegerà la via delle Progressive Web App… quel che conta è capire se può funzionare ovvero costruire un modello interattivo da testare e valutare rispetto ai canonici parametri di obiettivo comunicativo, target di riferimento e contesto di distribuzione: quali dunque gli strumenti a disposizione?

Simulare

La maggior parte dei sotware applicativi per pc desktop – compresi gli immancabili pacchetti Adobe – consentono di simulare la realizzazione di prototipi interattivi ma esistono anche soluzioni online molto interessanti come Marvel oppure Figma che consentono di prototipare anche senza nessun costo (salvo immancabili limiti di contributori e progetti).

Fare

Bisogna salire di livello, ed ergersi al quasi mistico livello (quello mistico è quello di sistemista beninteso) di sviluppatore vero e proprio: uno degli strumenti più interessanti ed entry level viene offerto gratuitamente niente meno che dal Massachusetts Institute of Technology ed infatti si chiama MIT App Inventor.

Derivare dal Web

Per chi vuole mantenere la centralità operativa e comunicativa del Web (brave/i!) esistono svariate soluzioni per realizzare quella che viene definita una !Progressive Web App ovvero l’offerta di file strategici javascript ed xml che consentono a chiunque che visiti un sito Web nel tornare a visualizzarlo in modalità app… ovviamente plugin per il proprio content management system preferito ma le soluzioni più interessanti arrivano curiosamente da Microsoft: guide (molto ben fatte e con approccio laico ovvero con link a similari iniziative della concorrenza), tool di sviluppo molto utili come PWA Builder per facilitare la creazione di quei file che presenteranno il sito Web come una User Interface App e quelli che decideranno quali file dovranno essere immagazzinati (storage) per poterle utilizzare offline oppure il plugin PWA Tools per Visual Studio; infine webhint per controlli di accessibilità e conformità ai requisiti di una progressive web app.

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Autorizzato eventualmente dalla mia istituzione - Accademia di Belle Arti di Roma - posso erogare corsi di formazione online e in presenza, analisi tecniche e supporto per conformarsi alla normativa vigente in tema design della comunicazione accessibile. Approdato all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Ha contribuito dal 1999 ad oggi al restyling di decine di progetti di comunicazione digitale di rilievo fra i quali il primo portale online di libri Zivago per Giangiacomo Feltrinelli Editore, l'Ospedale Fondazione Istituto San Raffaele di Cefalù, un sito Web di Olimpiadi Internazionali, il portale del turismo del Comune di Milano, il sito Web del Comune di Firenze (e di altri comuni del circondario fiorentino), il sito Web personale del musicista Stefano Bollani, nonché di numerose agenzie assicurative di rilievo nazionale e di recente dei Teatri della Toscana. Sempre in tema Inclusive Design ha partecipato a progetti di ricerca quali ad esempio il manuale di sviluppo per produzioni di animazione, video e live digitali XS2Animation. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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