Figli di Bot

tabatha_le0eonaard lautasha_conraad galejandra_tuckeer svetaska lakisha_jcaaldweel ingrid_weeaaxveer questi alcuni nomi della quarantina di account che ho visto con i miei occhi catapultarsi dopo neanche dieci minuti a leggere uno scherzoso post in lingua italiana scritto su Instagram dove era stato taggato l’account ufficiale di Matteo Salvini.

Facce, corpi e pose molto avvenenti-appariscenti e quindi improbabili come la maggior parte dei loro nomi, ma proprio per la loro estetica – che in parte  richiama scenari russofili – non ho potuto fare a meno di ripensare ai sospetti incrociati di strane alleanze geopolitiche che stanno imbarazzando alcuni esponenti politici europei e così ipotizzare che se un account da comune mortale (non influencer) scrivendo un post con !sentiment apparentemente positivo (in realtà caustico-scherzoso ma fortunatamente gli algoritmi hanno i loro limiti interpretativi, per ora…) attira attenzioni e letture da numerosi profili sbucati letteralmente dal nulla allora è vero che qualcosa di strano si aggira per i social ed a fini strumental-politici.

Da lì il pensiero a passate riflessioni su come l’umanità sia diventata minoritaria nella Rete già dal 2016, ai falsi bot (profili) scatenati recentemente contro Hong Kong (anche questo nell’indifferenza generale), alle tante guerre e guerriglie che si stanno combattendo attualmente anche a colpi di hack, leaks, laser per ingannare riconoscimenti dei volti da parte di sistemi di intelligenza artificiale, e di nuovo con bot e dos, ai miliardi di account attivi (?) rivendicati dalla galassia Zuckerberg il passo è stato breve portando a riflessioni inquiete e paranoiche… per noi, piccoli grandi Figli di Bot abbacinati da questa bollente e bellicosa Estate 2019.

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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