Un libro stampato è poi così diverso da un eBook? Nì… e cominciamo dai rapporti dimensionali.

Affinità
I libri assomigliano agli e-reader (ovvero al supporto tecnologico-materico grazie al quale leggiamo un e-book) ovvero sono rettangoli con determinate proporzioni fra altezza e larghezza e questo dipende da questioni ergonomiche (dobbiamo poterli sostenere ed utilizzare con le nostre mani) ma anche rispetto ad alcune proporzioni armoniche che esistono da tempo immemorabile (come la sezione aurea oppure la costante di Pitagora).
La natura materica del libro cartaceo mantiene una serie di esclusive – a cominciare dall’odore ammaliante che possono avere alcuni libri vecchi o antichi – difficilmente imitabili e siamo stati così persuasi per generazioni dell’usabilità dell’oggetto-libro che molti suoi elementi sono riproposti pari-pari nell’analogo digitale quali la copertina ed indici vari nonché una sua sostanziale pratica di lettura lineare.
Divergenze
Le affinità però finiscono qui perché ad essere precisi ed a cominciare dalla lettura un ebook può rapidamente trasformarsi da esperienza lineare ad esperienza ipertestuale (grazie alle ancore come succede su Internet ed infatti gli ebook possono essere sostanzialmente ricondotti ad un’potetica esperienza Web ri-confezionata per poterla vivere-leggere offline).
Un libro si può definire tale se trattasi di informazione aperiodica e composta da 50 pagine copertina compresa, un ebook si può considerare tale se pubblicato nei tre formati canonici per l’editoria digitale pdf-epub-kindle; un libro può offrirci un’esperienza di lettura percettiva che si limita comunemente a testo ed immagini (odori e supporti tattili sono raramente utilizzati) mentre l’ebook può risultare essere sia interattivo che multimediale (+audio-video); infine un eReader vero e proprio è un dispositivo che supporta la tecnologia e-ink od e-paper (quella che ci permette di leggere in qualsiasi condizioni di luminosità).
Convergenze cross-mediali
A me piace pensare però che la carta e il digitale non siano in conflitto tra loro ma che rappresentino opportunità comunicative che possano viaggiare in parallelo ma anche intersecarsi ed addirittura diventare sinergiche: qrcode e realtà aumentata possono benissimo mettere in comunicazione carta e digitale inoltre un messaggio portato avanti da un’efficace !storytelling può benissimo svilupparsi in modalità cross-mediale su supporti diversi tra loro… ammesso e non concesso che si abbia qualcosa da dire e raccontare e magari rendere il tutto facilmente mnemonico e reperibile – quindi virale! – attraverso apposite parole chiave Abracadbra.

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