Valutare l’informazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale sta stravolgendo le nostre vite e sicuramente diventa centrale un aspetto: investigare se quello che ci propongono le piattaforme digitali sia “plausibile” o meno.

Questa della verifica dell’informazione dopo l’avvento delle piattaforme generative di contenuti, è una questione importante su cui fare divulgazione e formazione – anche in ambito grafico ed artistico – ed è perciò che ho integrato il vecchio protocollo di verifica dell’informazione da me ideato per motivi divulgativi CHI DICE COSA nella sezione VERIFICA DELL’INFORMAZIONE di infoAccessibile (CHI DICE COSA diventa una capsula del tempo da rileggere con curiosità via via che ‘invecchia’ magari grazie ad Archive…) al fine anche di individuare eventuali, cosiddette, !allucinazioni delle AI.

Nell'articolo del Guardian si vede un'immagine manipolata dall'intelligenza artificiale consistnte in una manifestante portata via dalla polizia colombiana

Mi sono convinto dopo aver appreso una notizia per me davvero straniante: Amnesty International ha pubblicato delle immagini manipolate dall’intelligenza artificiale (poi ritirate) per dimostrare la brutalità poliziesca in Colombia!?! Questa vicenda mi ha convinto della necessità di continuare a promuovere procedure e riflessioni tecniche sulle tecniche di verifica di informazioni testuali, audio e visual, a maggior ragione oggi che siamo travolti da fake news generati da intelligenze artificiali e bot. Per prima cosa bisogna però capire meglio…

Cosa sono queste ‘intelligenze artificiali generative’ e come funzionano:

  • assomigliano molto ai motori di ricerca (e non a caso sono integrate nei medesimi…) con bot alla ricerca di informazione in Rete che possono essere in alcuni casi bloccabili
  • questi stessi bot scansionano e apprendano da una specifica infosfera che può essere predeterminata e per questo definita anche preset
  • hanno un’interfaccia che consente di instaurare un dialogo fra umano e macchina grazie ad un algoritmo che elabora i preset (personalizzabili) per dare delle risposte che però possono dare adito ad errori detti anche allucinazioni, con il problema aggiunto di non fare riferimento esplicito alle fonti di provenienza (da cui il problema-necessità emergente trattato in questo articolo di verifica dell’informazione).

Rigorosamente da http://www.infoaccessibile.com/index.html#contenuti ecco allora il sintetico protocollo di verifica !CHI DICE COSA basato sull’esaustivo Verification Handbook ovvero un …

kit di sopravvivenza per la…VERIFICA DELL’INFORMAZIONE:

  • cerca riferimenti sull’autore ovvero su CHI produce la notizia;
  • cerca il titolo della notizia su Google ovvero di COSA stiamo parlando e fai attenzione a vedere se è stata bollata come fake news (bufala) da servizi di !fact checking come Il Disinformatico oppure Fact-checking di Open;
  • indaga sui !meta dati con servizi come Online EXIF data viewer ricordandosi comunque che i medesimi possono essere investigati ma anche modificati nel dettaglio da apposito software come XnView MP: Image management oppure jExifToolGUI;
  • investiga tecnicamente su manipolazioni con strumenti ad hoc FotoForensics oppure Image Verification Assistant;
  • utilizza tool come GPTZero per verificare la generazione artificiale di testi, spawning.ai per la verifica di plagi visuali intelligenti e https://isitai.com/ per verificare se un’immagine è generata dall’AI;
  • attua una procedura di !reverse image search semplicemente con il click destro del mouse su chrome per avviare la verifica della fonte tramite Google Lens ma anche tramite strumenti più professionali come TinEye;
  • cerca altri riscontri su quanto trovato grazie a motori di ricerca, servizi meteo, satellitari e quant’altro utile compreso comunità social di persone residenti nella località afferente alla news da analizzare;
  • discuti con una collettività a te affine (ma anche con una con te divergente) chi-cosa hai trovato (tramite Reddit se non puoi confrontarti nella real-life).

Se non siete ancora convinte/i di verificare la plausibilità dell’informazione che trovate online che ne pensate dei libri scritti dalle piattaforme generative che stanno invadendo Amazon e falsamente firmate da autrici ed autori ben note/i?

Post Scriptum
Prima di pubblicare l’inedito AI Assistent di Worpress mi suggeriva…


The content discusses the importance of verifying information in the age of generative AI platforms and provides a protocol for information verification. The content is informative and raises awareness about the potential manipulation of AI-generated content.

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1. Add more examples of AI-generated content manipulation to strengthen the argument.

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Autorizzato eventualmente dalla mia istituzione - Accademia di Belle Arti di Roma - posso erogare corsi di formazione online e in presenza, analisi tecniche e supporto per conformarsi alla normativa vigente in tema design della comunicazione accessibile. Approdato all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Ha contribuito dal 1999 ad oggi al restyling di decine di progetti di comunicazione digitale di rilievo fra i quali il primo portale online di libri Zivago per Giangiacomo Feltrinelli Editore, l'Ospedale Fondazione Istituto San Raffaele di Cefalù, un sito Web di Olimpiadi Internazionali, il portale del turismo del Comune di Milano, il sito Web del Comune di Firenze (e di altri comuni del circondario fiorentino), il sito Web personale del musicista Stefano Bollani, nonché di numerose agenzie assicurative di rilievo nazionale e di recente dei Teatri della Toscana. Sempre in tema Inclusive Design ha partecipato a progetti di ricerca quali ad esempio il manuale di sviluppo per produzioni di animazione, video e live digitali XS2Animation. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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