Accessibilità come occasione di solidarietà inter-generazionale

Sono molti gli esempi di startup digitali che hanno inventato soluzioni tecnologiche preziosissime per disabili ed anziani che per motivi di età possono trovarsi in situazioni di difficoltà con spostamenti e/o percezione dell’esistente.

Si parla tanto di barriere intergenerazionali e di come i giovani d’oggi siano sempre più ignoranti, svogliati, ovvero in termini moderni !neet (né studiano, né lavorano…) ed anche sempre più distanti dalle generazioni precedenti verso le quali si rapportano con sempre più dificoltà.

Eppure esiste anche una nicchia di giovani, magari frequentatori di CoderDojo e Fablab, che stanno cominciando ad imparare i linguaggi della tecnologia digitale e con essa inventano di sana pianta soluzioni ingegnose pensate proprio per migliorare la vita di chi è disabile o magari si sta avvicinando a delle condizioni di disabilità per età avanzata.

E’ il caso di una serie ritrovati per migliorare drasticamente la mobilità e la percezione dell’esistente attraverso dei supporti hardware definiti canonicamente !ausili da chi si occupa di accessibilità: Tactile trasforma qualsiasi testo in formato braile-tattile in maniera semplice ed economica, Abbi ovvero Audio Bracelet for Blind Interaction è pensato per aiutare i bambini non vedenti a capire cosa li circonda dai suoni e rumori percepiti, eSight3 promette di rendere digitalmente la vista a chi ha avuto un grave deficit visivo a causa di diabete o degenerazione maculare, scewo pur in fase prototipale promette di risolvere la mobilità di chiunque in ambito urbano, SignAloud è un ritrovato sviluppato da giovanissimi inventori che ambisce a comunicare con il linguaggio dei segni automaticamente indossando dei guanti tecnologici (ed ovviamente conoscendo il linguaggio dei segni che – attenzione – ne esiste uno diverso per paese…).

Tutto ciò grazie a giovanissime e brillanti menti che pur ammaliate dalla tecnologia digitale non dimenticano antichi valori come quello della solidarietà.

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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