il Molise non esiste ma ci regala un grande insegnamento

Il meme “il Molise non esiste” ci ricorda come una debolezza può diventare un punto di forza anche nel (digital) marketing.

Dai più noti registi e grandi fumettisti attuali fino al più sconosciuto cittadino tutti si sono divertiti in questi anni con il meme-tormentone “il Molise non esiste” a prendere in giro, in fondo affettuosamente, una piccola ma bellissima regione italiana sottolineandone implicitamente i tratti di entità in qualche modo minore e quindi semi-sconosciuta.

Eppure nel marketing e nella comunicazione in generale bisogna proprio partire da quello che abbiamo anche quando è una debolezza – perché sarà proprio questa debolezza, come ci insegnano tante filosofie ed arti marziali, a diventare la nostra forza – per arrivare a comunicare efficacemente: nel caso del Molise questa idea e percezione diffusa di minore è diventata qualcosa di insolito, raro, prezioso, originale, quindi interessante e che vale sicuramente una visita!

Questo, credo, devono aver pensato i primi ideatori di Molisn’t Io non credo nell’esistenza del Molise che è presto diventato un meme e quindi un hashatg che sta ancora popolando fantasiosamente i social e, di fatto, pubblicizzando le bellezze, le risorse, le virtù locali eno-gastronomiche, artistiche, naturali e chi più ne ha più ne metta perché, scherzi a parte, il Molise ha molto da raccontare.

All’insegna del piccolo è bello questo movimento spontaneo auto-promozionale alimentato nel tempo con simpatia, affetto e passione da abitanti e sostenitori della bellezza molisana ha attirato l’attenzione della stampa nazionale ma anche internazionale ricordandoci come le nostre debolezze, o di ciò che dobbiamo promuovere e comunicare, in fondo sono occasioni per distinguersi e farsi notare, opportunità da interpretare e valorizzare.

 

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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