Loghi sempre più semplici e leggibili

Material Design docet i loghi di molte aziende decisamente importanti sono evoluti in una forma maggiormente leggibile e semplice.

Ebbene sì sembra proprio che la filosofia del Material Design di Google abbia fatto scuola e che il suo accorato, e scientifico appello ad adottare una filosofia di design, anche dei loghi, all’insegna della massima semplicità e leggibilità abbia fatto breccia fra molte major nel mondo.

Il browser di casa Microsoft conferma una politica di avvicinamento all’Open Source decidendo di uscire con una versione per il sistema operativo Linux (adottando il motore Chromium)  e celebrando la scelta con un restyling del proprio logo che si allontana dalle fattezze di una e (e come explorer e poi come edge) ed alludendo più semplicemente ad una sorta di vortice (assomigliando un po’ a Firefox ammetterete…).

Ma sono tanti gli esempi di loghi che si semplificano e diventano maggiormente leggibili: Volkswagen azzera alcuni sfondi e alleggerisce la forza d’asta; Yahoo aumenta la forza d’asta ma opta per le minuscole (notoriamente più leggibili rispetto alle maiuscole), Dazn diventa meno spigoloso e quindi, anch’esso, più leggibile; Mastercard (stile Nike) opta per conservare nel logo i soli due cerchi colorati intersecanti (senza scritta); Ikea è quella che presenta la modifica minore ma non per questo meno interessante… ricollocando il TM posto inizialmente all’esterno dell’ellissi a mo’ di accento di attenzione sul famoso brand.

Unica eccezione Desigual che opta per la tecnica della pietra d’inciampo e rafforza la scelta della s orientata RTL ed orientando tutta Desigual da destra verso sinistra prendendosi il vezzo di aggiungere un punto di chiusura all’estrema sinistra (quasi a suggerire all’utente finale il diseguale orientamento di lettura del marchio).

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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