Gennaio è il mese del Public Domain

70 anni dopo la morte dell’autore, sotto molte giurisdizioni e per la maggior parte delle tipologie delle opere autoriali, si entra nell’ambito del Pubblico Dominio e per convenzione, spesso, il “libera tutti” scatta a Gennaio (titoli di bestseller compresi che spesso vengono riutilizzati dall’industria cinematografica per il loro acquisito, libero utilizzo a costo zero).

È per questa ragione che la principale raccolta di opere d’arte europea ovvero europeana.eu ha deciso di celebrare il Public Domain Day 2020 nel mese di gennaio ed invita tutte/i coloro che hanno a cuore la libera condivisione dell’arte e della cultura ad organizzare un evento in tema nel mese di Gennaio.

Licenze libere o meno sono sempre più numerose le iniziative per condividere la conoscenza ed in particolare vere e proprie collezioni d’arte e, fortunatamente, anche in Italia.

Se a livello internazionale la scelta di Google è quella di permettere una libera esplorazione immersiva ampliando la propria collezione Google Arts & Culture inaugurando una nuova collezione sulla Bauhaus compresa una spassosa sezione su come vestirsi come un/a Bauhaus student a proposito di studenti d’arte in Italia sono molte le opportunità libere per documentarsi, vivere ma anche acquisire preziose opere d’arte: il prezioso materiale di Rai Teche non solo è liberamente visionabile online ma scuole ed atenei sono fra i i soggetti che hanno diritto, su richiesta, ad una duplicazione del materiale a mero prezzo di costo vivo, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura è in realtà una rete di istituti culturali prevalentemente italiani e statunitensi che mettono a disposizione-  attraverso un’apposita Biblioteca Digitale – fantastiche opere letterarie, artistiche e fotografiche liberamente scaricabili e condivisibili tramite licenze Creative Commons, infine l‘Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi liberamente sì ma solo nella sua romanissima sede consente l’ascolto e visione dei preziosissimi materiali conservati anche se, generosamente, ci consente di ascoltare online, grazie ad un elenco di tracce uploadate su SoundCloud, fiabe e filastrocche registrate su dischi, ebbene sì di cartone !?!

Aggiornamento: la normativa europea ha di recente stabilito come le opere di Pubblico Dominio devono rimanere tali una volta digitalizzate: evviva!

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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