il colore Pantone 2021 (doveva essere il colore degli incendi della California)

Il 2021 è l’anno del grigio e del giallo perché bisogna essere forti ma anche ottimisti per il futuro (!?!).

La sentenza per i colori dell’anno è uscita: la famosa ditta Pantone fuoriera delle ricette dei colori più utilizzate al mondo ha sentenziato che nel 2021 bisogna adottare il grigio per rimanere forti e resilienti e il giallo per trasmettere speranza ed ottimismo.

Rispetto all’indicazione del colore dell’anno 2020 mi sembra una scelta di basso livello: a parte la poca cura nella presentazione della versione italiana (la frase “Messaggio di felicità supportato da grande fortezza” grida vendetta…) poteva essere data un’indicazione dal valore culturale più significativo. Peraltro l’azienda Pantone ha già dimostrato una sensibilità sociale in altre occasioni come quando ha rilasciato un colore Rosso denominato Period per rendere evidenza pubblica ad un naturalissimo evento al femminile che purtroppo viene ancora stigmatizzato in alcune parti del mondo.

Perché allora non una scelta maggiormente coraggiosa come ad esempio inventando un arancione che ricordi a tutti noi gli effetti nefasti dell’emergenza climatica? Il colore dell’anno 2021 sarebbe potuto essere un arancione drammatico capace di ricordare a tutti noi il colore degli imponenti incendi californiani e di conseguenza riflettere sui nefasti effetti dei cambiamenti climatici.

i cieli della California arancione fuoco che minacciano e devastano intere città ed ambiti abitativi: EyeKarma, CC BY 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by/3.0, via Wikimedia CommonsEyeKarma

Il mondo professionale della grafica e dei grafici non può permettersi il lusso di essere un’élite avvitata su sé stessa ed insensibile a ciò che gli succede intorno anche quando il mondo intorno, letteralmente, va a fuoco! Vero che si è cercato di legare alcuni mood comunicativi in relazione al giallo e al grigio come simboli di coraggio ed ottimismo necessari per affrontare la pandemia ma la pandemia è universalmente riconosciuta dal mondo scientifico come legata agli allevamenti intensivi e ai cambiamenti climatici ed allora poteva essere fatta una scelta più coraggiosa e provocatoria…

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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