Estate tempo di leggere e raccontare: anche per migliorare la propria Comunicazione (Web)

Raccontare ed associare racconti a termini, nomi e concetti significa far memorizzare quest’ultimi più efficacemente e quindi, in definitiva, comunicare anche più efficacemente (ed anche sul Web ovviamente).

Un recente studio scientifico ha dimostrato che narrare, raccontare, fare storytelling – se preferite usare questo termine per apparire più cool in qualche brainstorming fra colleghi contribuisce a ricordare molto più facilmente qualsiasi nome di cose, concetti od altro che dovete ricordare.

Scordatevi la tecnica del palazzo della memoria, attribuita agli antichi greci e rispolverata dal personaggio Sherlock Holmes, consistente nel posizionare mentalmente nelle stanze della propria casa o di un luogo perfettamente conosciuto le entità da ricordare… ebbene sì avevano ragione gli aborigeni australiani con la loro Via dei Canti a tramandare la complessa geografia del loro territorio ai posteri cantando e quindi raccontando loro storie relative a percorsi e luoghi da ricordare anche nel caso in cui è l’immensità dell’Australia la dimensione mnemonica di riferimento.

Dunque, se proprio volete un consiglio di lettura estivo per migliorare la vostra capacità di comunicare con il digitale, allora leggetevi il romanzo Le vie dei canti di Bruce Chatwin (prima edizione originale 1987) perché leggere, la premessa indispensabile per raccontare, vi potrà sicuramente essere più utile di qualsiasi tip or trick dell’ennesimo linguaggio di editing, plugin o software del momento. Smettiamo di concentrarsi su particolari implementativi ininfluenti a livello di costruzione di layout e copywriting e torniamo all’essenza della comunicazione… le vostre attività di comunicare con il Web e con il digitale sicuramente ne trarranno grandi benefici.

Copertina dell’audio-book The Songlines immagine tutelata da Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 fonte di provenienza https://bookshop.org/books/the-songlines/9781978658684

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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