Soluzioni tipografiche per ipovedenti

Lo studio di progettazione tipografica olandese Typotheque ha testato delle soluzioni di font per facilitare la lettura di persone ipovedenti in ambienti ospedalieri, da loro frequentati per cure e controlli.

In questo importante e utile esperimento Typotheque ha coinvolto decine di utenti ipovedenti che soffrono di acutezza visiva, incapacità di messa a fuoco, perdita di visione nelle parti periferiche o centrali dello sguardo, in sessioni ripetute di centinaia di test per il riconoscimento di testo con caratteristiche tipografiche diverse. La larghezza dei glifi, la loro forza d’asta e lo spazio fra le parole sono risultate essere le caratteristiche migliori da enfatizzare per migliorare la leggibilità.

la percezione di alcune scritte ospedaliere da parte di persone che soffrono di perdita visione periferica o centrale o vista annebbiata

La scelta di design per l’esposizione di cartelli segnaletici all’interno degli ospedali risulta essere una font con forza d’asta decisa ma non propriamente ricollocabile al bold, ascendenti e discendenti decisamente modeste rispetto al corpo del carattere, larghezza dei glifi decisamente pronunciata così come la spaziatura tra le parole. Da notare anche la collocazione dei cartelli segnaletici ad una tipica altezza per poter essere notata e ben interpretata anche da persone in carrozzella. Indispensabili le frecce per indicare la direzione verso cui andare per trovare gli ambulatori indicati. Un’icona significativa aggiuntiva avrebbe reso questo capolavoro di accessibilità maggiormente comprensibile anche a chi ha difficoltà di comprensione del linguaggio scritto appesantendo però la soluzione di design scelta…

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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