Autonomia tecnologica oppure dipendenza dagli Dei del Cloud?

PIKIMOV si definisce Online motion design and video editor ed è così apprezzato da moltissimi utenti che in tanti si sbilanciano nel definirlo un’efficace alternativa ad After Effects.

Gratuito, dichiara di non passare nessuna creatività alle AI anche perché non c’è nessuna procedura di upload file, rispettoso della privacy, funziona su qualsiasi sistema operativo MacOS, Windows ma anche Linux, basta avere un browser come Chrome o Edge e il gioco è fatto!

Entusiasmo alle stelle da chi privilegia lavorare con corredo tecnologico supportato da procedure cloud (come nel caso dei chromebook), da parte di chi ama l’interoperabilità tecnologica (me compreso anche se dispiace per l’incompatibilità con FIrefox) e ovviamente da parte di chi ha bisogno di “risparmiare”.

Tutto perfetto? Insomma… un futuro un po’ dispotico, oltre che distopico, in cui siamo completamente dipendenti da risorse online (le AI insegnano…) un po’ dovrebbe spaventarci e, personalmente, prediligo diffondere una cultura dell’open-source e dell’interoperabilità tecnologica sottoponendo ai miei studenti la possibilità di una serie di software multi-piattaforma open source da installare sulla propria macchina per incombenze in ottica graphic design.

In realtà non è solo una questione ideologica ma una forma di auto-tutela che dovrebbe essere presa in seria considerazione da tutte/i coloro che non vogliono essere completamente dipendenti dagli Dei del Cloud… mi sono personalmente trovato a dover supportare del personale in alcuni uffici che si sono ritrovati in seria difficoltà in quanto il pacchetto Adobe funzionava solo online e la connessione non era temporaneamente disponibile; inoltre c’è una questione di ricerca dell’autonomia, anche in ambito tecnologico, che dovrebbe essere presa in seria considerazione come soluzione di “salute pubblica” in un periodo in cui dipendenze e speculazioni economiche online si basano appunto su meccanismi di assoluta dipendenza dagli Dei del Cloud in una maniera non troppo diversa da come gli antichi greci e romani si sentivano al tempo stesso riconoscenti ma anche succubi dai loro Dei che immaginavano sopra le ‘nuvole’…

l'interfacciia di pikimov presenta una serie di opportunità strumenti e procedure molto simili ad After Effects

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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