Le città e gli eventi che vorrei

Comunicare un live in maniera inclusive

Appena pubblicato il concerto che vorrei è un gran bel kit per “per migliorare la comunicazione e realizzazione degli eventi di musica dal vivo, con un focus sull’accessibilità, l’inclusione sociale e la
rappresentazione”
. Un bel mix di indicazioni pratiche che tengano in considerazione diverse esigenze in base a età, scolarizzazione, neurodivergenza, prima lingua, disabilità. Soluzioni tattili e alternative tesuali, regole di scrittura e di impaginazione grafica all’insegna della massima leggibilità e inclusività, segnaletica ad hoc per tutte le esigenze, sono elencate in maniera sintetica ma efficace e con utilissimi link di approfondimento.

Una interprete dei segni a supporto di un concerto live

Bergamo Braille

Stazione ferroviaria e Duomo in braille per un esempio di città a misura di persone cieche, per quanto possibile… Bergamo è una città ordinata e organizzata e lo si capisce subito quando, attraversando un semaforo, scatta il conto alla rovescia luminoso per avvisarti quanti secondi rimangano al cambio di stato del passaggio pedonale!?! Questa spiccata e diffusa organizzazione civica, fa sì che esistano anche meno ostacoli per i marciapiedi vero incubo per le persone cieche che si avventurano per strada camminando.

Segni di attenzione di qualche interesse di #InclusiveDesign anche i plastici metallici tattili realizzati alla stazione ferroviaria e presso il duomo di Bergamo Alta.

Quello alla stazione ferroviaria riporta tutte le scritte tradotte in braille, un pallino particolarmente rialzato che aiuta la persona cieca a capire dove è e quindi muoversi attraverso percorsi e aree percepibili al tatto ed etichettate con traduzioni in braille.

STAZIONE DI BERGAMO


BINARIO 1 OVEST
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PIAZZA MARCONI


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RAILWAY POLICE


U USCITA-PIAZZA MARCONI
EXIT-PIAZZA MARCONI

Il plastico al Duomo di Bergamo Alto è un piccolo capolavoro di inclusività: non solo il duomo è ricostruito fedelmente in scala 1:100 e apprezzabile come manufatto anche da chi ci vede oltre che da chi non può vedere ma lo può “percepire” al tatto, ma è provvisto anche di apposito quick rensponse code che permette di ascoltare un’efficace audio-guida descrittiva del duomo stesso!

plastico del duomo di bergamo realizzato da stai visit bergamo art model maker stefano orizio arch model maker francesco imberti
plastico della basilica di santa maria maggiore con particolari arhitettonici veramente ben definiti

Il mondo invece che non vorrei…

Il mondo invece che non vorrei è un mondo dove le sole persone sorridenti che incontri per strada sono i bambini pre-Adolescence perché diventare ‘grandi’ significa rinchiudersi in sé stessi e nei propri pensieri cupi. Eppure questo orizzonte terribile e distopico sta delineandosi sempre più nettamente quasi come fosse un pesce d’Aprile che un racconto horror trasforma in una tremenda normalità di tutti i giorni.

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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