Il motto in lingua inglese “We are the 15%” è stato spesso sbandierato in passato per rivendicare una presenza numericamente significativa delle persone con disabilità nella società.
Ma se si sommano tutte le persone con caratteri ed esigenze speciali, come preferisco definirle io, siamo davvero sicure/i che la presenza non risulti decisamente superiore?
In assenza di un registro nazionale in tema, ho utilizzato le AI Generative, pur notoriamente imperfette, per condurre un’indagine statistica del genere sottoponendo il seguente prompt a Gemini, Claude e Chat GPT che, ovviamente, hanno dato risultati leggermente diversi ma, in buona sintesi, hanno fatto emergere un’ampia platea di persone che, anche nella comunicazione digitale, hanno bisogno di opportune soluzioni di #InclusiveDesign per potersi informare e comunicare con il resto dell’umanità.
Quante sono?
Oltre la metà della popolazione italiana
Non c’è in realtà molto da meravigliarsi, anzi, se si volesse aggiungere altre tipologie di umanità varia come ad esempio i bambini piccoli, migranti e turisti che non hanno conoscenze adeguate della lingua italiana e possono quindi essere aiutate da particolari soluzioni di inclusive design come la CAA o la silent communication allora diventa facile convincersi come sia inutile ricercare le diversità nell’altr@ ma bensì come sia utile, e anche divertente, imparare e inventarsi continue soluzioni di comunicazione inclusiva (ed ecco il “senso” delle !Inclusive Arts).
Devo ammettere che lo strumento di Open AI mi ha soddisfatto maggiormente addirittura proponendo spontaneamente di modificare la domanda in “Chi ha bisogno dell’Inclusive Design” e dando una risposta che duplico e anticipo di seguito perché arriva praticamente alla conclusione che tutte/i noi possiamo beneficiare dall’INCLUSIVE DESIGN.
Perché l’Inclusive Design può riguardare praticamente tutti
Immagina una persona perfettamente sana che:
ha un braccio ingessato;
sta guidando e non può guardare lo schermo;
è in una stazione rumorosa;
è sotto il sole;
ha dimenticato gli occhiali;
ha una bambina in braccio;
è in un ambiente scarsamente illuminato;
non conosce bene la lingua;
sta cercando di utilizzare un’app mentre cammina.
Quella persona non è disabile.
Ma in quel momento ha una limitazione funzionale.
Ed è esattamente questa la grande intuizione dell’Inclusive Design:
non progettare soltanto per il corpo “medio”, perché il corpo medio esiste soprattutto nei fogli Excel.
Domandiamoci quante sono le persone con disabilità permanenti o temporanee in Italia
Vorrei avere un elenco dettagliato ed esaustivo di quante persone in Italia in assoluto e in percentuale rispetto alla popolazione totale soffrono di qualche forma di patologia o malattia anche temporanea che può essere considerata invalidante ovvero che pregiudica le loro capacità di mobilità ad esempio hanno bisogno di protesi o sedia su ruote per camminare; che pregiudichi le loro capacità sensoriali a livello funzionale quindi in maniera importante rispetto alla gestione della loro quotidianità come ad esempio le persone ipovedenti gravi e le persone cieche ma anche le persone daltoniche; a livello uditivo sia le persone totalmente sorde che sordastre; a livello di capacità cognitiva chi soffre di autismo suddividendoli nei vari gradi di autismo: chi ha necessità di bisogni educativi speciali; vhi è certificato come dislessico, chi ha altre forme di disabilità cognitiva che compromettono almeno parzialmente la loro quotidianità; chi soffre di tremori e spasmi agli arti superiori; chi soffre di epilessia; chi è foto sensibile; chi soffre di disturbi neurologici che creano problemi nella loro quotidianità includendo ad esempio sclerosi, sla, neve visiva e via dicendo.
SECONDO GEMINI
In Italia, la quantificazione complessiva della popolazione che soffre di disabilità o patologie croniche/temporanee invalidanti varia significativamente in base alle definizioni adottate dagli enti statistici e previdenziali.
Secondo i dati ufficiali dell’ISTAT, in Italia si contano circa 3,15 milioni di persone con disabilità grave (pari a circa il 5,2% della popolazione totale). Tuttavia, ampliando i criteri a forme di limitazione moderata o non autosufficienza legata all’invecchiamento e a patologie temporanee, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute stima che quasi 13 milioni di italiani (circa il 22% della popolazione) convivano con qualche forma di alterazione o patologia cronico-invalidante. [1, 2, 3]
I dati epidemiologici e ministeriali in Italia offrono un quadro dettagliato, suddiviso per le specifiche categorie richieste:
🦽 Disabilità Motoria e della Mobilità
Persone con gravi limitazioni motorie: Circa 1,5 milioni di individui (il 2,5% della popolazione) hanno una ridotta capacità motoria che richiede l’uso permanente o frequente di ausili come sedia a ruote, deambulatori o protesi agli arti inferiori.
Pluriminorati (motoria + sensoriale): Istat rileva che circa 262.000 persone over-15 associano a gravi problemi di mobilità anche limitazioni sensoriali (vista e udito). [1]
👁️ Disabilità Sensoriali Visive (Cecità, Ipovisione e Daltonismo)
Ciechi assoluti e parziali: Si stimano circa 220.000 – 360.000 persone in Italia (circa lo 0,4% – 0,6%) riconosciute legalmente cieche o con residuo visivo minimo. [1, 2]
Ipovedenti gravi: Circa 1,5 milioni di italiani (il 2,5%) soffrono di ipovisione grave, tale da compromettere in modo permanente la gestione della quotidianità senza ausili ingrandenti o tecnologie tiflologiche. [1, 2]
Daltonici (Discromatopsia): Sebbene non considerata un’invalidità civile, è una forte alterazione sensoriale funzionale che colpisce circa 2,5 milioni di persone in Italia (il 4,2% della popolazione globale). Ha una fortissima asimmetria di genere: colpisce l’8% degli uomini ma solo lo 0,4% – 0,5% delle donne. [1, 2, 3, 4]
👂 Disabilità Sensoriali Uditive (Sordità e Ipoacusia)
Sordi prelinguali e istituzionali (Sordomutismo storico): Circa 45.000 – 60.000 persone (circa lo 0,1%) che non hanno sviluppato l’udito dalla nascita o dalla prima infanzia.
Ipoacusia e sordità tardiva (“Sordastri”): Oltre 7 milioni di persone in Italia (circa il 12%) soffrono di calo dell’udito (da lieve a gravissimo). Di questi, circa 1 milione presenta una sordità profonda e invalidante non pienamente compensata da protesi acustiche.
🧠 Capacità Cognitive, Spettro Autistico e Neurodivergenza
Disturbo dello Spettro Autistico (ASD): L’Istituto Superiore di Sanità stima che in Italia vi siano circa 500.000 persone nello spettro autistico (circa l’1% della popolazione).
Nota sui gradi: Non esiste un registro nazionale che suddivida rigidamente i 3 livelli del DSM-5 (Lieve, Moderato, Grave). Tuttavia, i dati scolastici indicano che circa il 35-40% degli alunni autistici presenta anche una disabilità intellettiva associata a elevato bisogno di supporto (Livello 3). [1, 2]
Bisogni Educativi Speciali (BES): Nella popolazione studentesca (dati MIM), gli studenti con BES non tutelati dalla legge sulla disabilità ma che necessitano di Piano Didattico Personalizzato sono circa il 7-8% della popolazione scolastica complessiva.
Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e Dislessia: Gli studenti certificati DSA rappresentano circa il 5,4% – 6% della popolazione scolastica. La sola dislessia copre circa il 3% degli studenti complessivi (pari a oltre 200.000 alunni), mentre il restante include disgrafia, disortografia e discalculia. [1, 2, 3]
Altre Disabilità Cognitive (Insufficienza intellettiva, Demenze): Circa 1,2 milioni di persone soffrono di demenze (es. Alzheimer) o gravi ritardi cognitivi acquisiti o congeniti che compromettono parzialmente o totalmente l’autonomia quotidiana.
🧠 Disturbi Neurologici, Tremori, Spasmi ed Epilessia
Tremori e Spasmi agli arti superiori:
Tremore Essenziale: È il disturbo del movimento più diffuso, colpisce circa 376.000 persone in Italia (lo 0,6% – 1% della popolazione).
Malattia di Parkinson: Colpisce circa 250.000 – 300.000 persone, di cui il 50-70% presenta tremore a riposo invalidante agli arti. [1, 2, 3]
Epilessia: Interessa circa 500.000 – 600.000 persone in Italia (circa l’1% della popolazione). Di queste, circa il 30% soffre di forme farmacoresistenti che impediscono attività basilari come la guida autonoma. [1, 2, 3]
Fotosensibilità: Si stima che circa il 5% dei pazienti epilettici (circa 25.000-300.000 persone) soffra nello specifico di epilessia fotosensibile, con crisi scatenate da stimoli visivi intermittenti.
Sclerosi Multipla (SM): Colpisce circa 140.000 – 150.000 persone in Italia (circa lo 0,24%), con un’incidenza doppia nelle donne. [1, 2]
Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA): È una patologia ad altissimo impatto invalidante che conta attualmente circa 6.000 malati coesistenti in Italia. [1, 2]
Sindrome della Neve Visiva (Visual Snow Syndrome): Patologia neurologica emergente che causa la percezione di un “effetto televisore sintonizzato sul canale vuoto” nel campo visivo continuo. Non esistono ancora registri epidemiologici italiani ufficiali, ma gli studi internazionali stimano una prevalenza nella popolazione generale oscillante tra l’1% e il 2%, gran parte della quale non ancora diagnosticata correttamente.
📊 Tabella Riassuntiva della Prevalenza in Italia
Categoria della Patologia / Disabilità
Popolazione Assoluta Stimata
% sulla Popolazione Italiana
Disabilità Grave Complessiva (Istat)
~ 3.150.000
5,2%
Limitazioni Funzionali Allargate
~ 13.000.000
22,0%
Deficit Motorio Grave
~ 1.500.000
2,5%
Ipovisione Grave & Cecità
~ 1.800.000
3,0%
Daltonismo (Prevalenza maschile 8%)
~ 2.500.000
4,2%
Ipoacusia e Sordità (Totale gradi)
~ 7.000.000
11,8%
Spettro Autistico (ASD)
~ 500.000
1,0%
Dislessia e DSA (Fascia Scolastica)
~ 300.000+
5,4% – 6% degli alunni
Epilessia
~ 550.000
1,0%
Tremore Essenziale
~ 376.000
0,6% – 1,0%
Sclerosi Multipla
~ 144.000
0,24%
Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)
~ 6.000
0,01%
SECONDO CHAT GPT
Per fare un lavoro davvero esaustivo e statisticamente corretto, bisogna fare una distinzione fondamentale: non esiste un unico database italiano che conteggi tutte le condizioni che hai elencato, e non è corretto sommare le singole categorie, perché una stessa persona può rientrare contemporaneamente in più categorie.
Per esempio, una persona con sclerosi multipla può avere una disabilità motoria, un disturbo cognitivo e problemi visivi. Se sommassimo le tre categorie, la conteremmo tre volte.
Inoltre, BES, DSA, invalidità civile, disabilità secondo ISTAT e malattia non sono sinonimi.
Ho quindi incrociato le fonti statistiche più recenti disponibili, privilegiando ISTAT, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero della Salute, ISS e associazioni scientifiche/nazionali.
1. Il dato generale più importante
La popolazione italiana al 31 dicembre 2024 era di 58.943.464 persone.
Il dato ISTAT più vicino alla domanda che poni è quello delle persone con gravi limitazioni nelle attività abituali.
Nel 2023 erano:
Categoria generale
Persone in Italia
% popolazione
Gravi limitazioni nelle attività abituali
2,904 milioni
5,0%
Popolazione senza questa condizione
circa 55,1 milioni
circa 95%
ISTAT definisce questa popolazione come persone che, a causa di problemi di salute presenti da almeno 6 mesi, dichiarano gravi limitazioni nello svolgimento delle attività abituali.
Questa è probabilmente la cifra più seria da utilizzare come “zoccolo duro” della disabilità funzionale in Italia: circa 1 italiano ogni 20.
Attenzione però: non comprende necessariamente tutte le persone con una patologia o una caratteristica funzionale che può creare difficoltà. Una persona con daltonismo, dislessia o ipoacusia lieve, per esempio, può non rientrare in quel 5%.
2. Disabilità motoria e mobilità
Qui dobbiamo distinguere fra:
persone con qualunque difficoltà motoria;
persone con difficoltà motorie importanti;
persone che utilizzano ausili;
persone permanentemente in carrozzina;
persone che possono camminare ma necessitano di ausili;
persone temporaneamente immobilizzate.
ISTAT utilizza un concetto di limitazione funzionale che comprende, fra le altre cose, difficoltà nel camminare, salire/scendere le scale e raccogliere oggetti da terra.
Il problema è che non esiste una cifra nazionale contemporanea unica e affidabile per “persone che usano una sedia a rotelle”. I dati ISTAT più vecchi permettono di ricostruire la prevalenza dell’invalidità motoria e l’uso della carrozzina, ma non sarebbe corretto presentarli come fotografia dell’Italia 2026.
Quindi, per questa voce, il dato più robusto resta quello generale ISTAT delle gravi limitazioni funzionali: circa 2,9 milioni.
Dal 2026 ISTAT ha inoltre pubblicato nuove stime sperimentali sulle gravi limitazioni funzionali (GLF), elaborate per provincia, sesso e fasce d’età, distinguendo limitazioni sensoriali, motorie e cognitive.
Questo è particolarmente interessante per la tua ricerca perché consente di andare molto più in profondità rispetto al semplice “2,9 milioni”.
3. Disabilità visiva
Qui bisogna stare molto attenti alla parola “ipovedente”.
Non tutte le persone che portano gli occhiali sono ipovedenti e non tutte le persone con una malattia oculare hanno una limitazione funzionale importante.
IAPB Italia stima circa:
6,2 milioni di persone ipovedenti nel 2020, pari a circa 10,4% della popolazione.
Contemporaneamente, IAPB indica circa 5 milioni di persone con malattie ottico-retiniche in Italia.
Questi numeri non possono essere semplicemente equiparati ai ciechi o agli ipovedenti gravi.
In altre parole
Condizione
Stima
Persone con malattie ottico-retiniche
~5 milioni
Ipovedenti complessivi
~6,2 milioni
Ipovedenti gravi
sottogruppo dei precedenti
Ciechi
sottogruppo ancora più ristretto
Daltonici
categoria distinta
Quindi non possiamo dire che 6,2 milioni di italiani siano “disabili visivi gravi”.
4. Daltonismo
Il daltonismo è un caso particolarmente interessante rispetto alla tua domanda.
È una alterazione della percezione cromatica, ma nella grande maggioranza dei casi non determina una disabilità generale della vita quotidiana paragonabile alla cecità.
È quindi opportuno tenerlo in una categoria separata:
alterazioni funzionali sensoriali non necessariamente invalidanti.
Le stime epidemiologiche generalmente utilizzate indicano una prevalenza molto maggiore negli uomini rispetto alle donne, ma non esiste un conteggio ISTAT contemporaneo affidabile dei daltonici italiani.
Perciò non attribuirei arbitrariamente un numero assoluto alla popolazione italiana senza specificare che si tratta di una stima epidemiologica, non di un censimento.
5. Disabilità uditiva
Qui disponiamo invece di un dato molto interessante e recente.
Il Ministero della Salute riporta circa:
7 milioni di italiani con problemi di udito
pari a circa 12,1% della popolazione.
Una fonte del 2026 basata su EuroTrak 2025 riporta ancora circa 7 milioni, pari al 12,4%, con:
circa 112.000 under 14
circa 300.000 under 24.
Ma qui emerge una distinzione fondamentale:
7 milioni di persone con ipoacusia ≠ 7 milioni di persone sorde.
Il numero comprende forme molto diverse, dalla perdita uditiva lieve alla sordità grave.
Il Ministero segnala inoltre che tra gli over 80 circa il 50% presenta una perdita uditiva invalidante.
Quindi:
Condizione
Ordine di grandezza
Problemi/ipoacusia complessiva
~7 milioni
Ipoacusia invalidante
sottoinsieme
Sordità totale
sottoinsieme molto più piccolo
6. Autismo
Qui la questione è ancora più delicata.
L’ISS riporta per l’Italia una prevalenza di circa:
1,35% nei bambini di 7-9 anni
secondo lo studio dell’Osservatorio Nazionale Autismo.
Se applichiamo puramente a titolo orientativo questa prevalenza alla popolazione italiana, otteniamo circa:
795.000 persone.
Ma NON possiamo affermare che in Italia esistano 795.000 persone autistiche.
Perché?
Perché l’1,35% riguarda una determinata fascia d’età e non l’intera popolazione italiana.
Inoltre, per gli adulti l’ISS evidenzia esplicitamente che l’epidemiologia dell’autismo adulto è stata molto meno studiata.
E soprattutto: non esistono “gradi di autismo” in senso semplice
È più corretto parlare di livelli di supporto:
livello 1: necessità di supporto;
livello 2: necessità di supporto sostanziale;
livello 3: necessità di supporto molto sostanziale.
Non significa che il livello 1 sia necessariamente “lieve” sotto ogni aspetto: una persona può avere autonomia motoria e contemporaneamente importanti difficoltà comunicative, sensoriali o esecutive.
7. BES
Qui bisogna fare una correzione concettuale importante.
BES non è una patologia.
“Bisogno educativo speciale” è una categoria pedagogico-educativa, non una diagnosi medica.
Può comprendere, in determinati contesti:
disabilità;
DSA;
disturbi evolutivi specifici;
situazioni di svantaggio socioeconomico;
difficoltà linguistiche;
altre condizioni che richiedono personalizzazione didattica.
Per questo non è possibile dire “X milioni di italiani hanno una disabilità BES”.
E soprattutto un adulto che non frequenta la scuola non può essere automaticamente classificato come “BES”.
8. Dislessia e DSA
Qui disponiamo di dati molto migliori.
Nel 2022/23 il Ministero dell’Istruzione ha rilevato:
354.569 studenti con DSA
pari al:
6,0% degli alunni interessati dalla rilevazione
nelle scuole italiane.
La distribuzione delle principali diagnosi era:
DSA
% degli alunni
Dislessia
3,0%
Disgrafia
1,6%
Disortografia
1,9%
Discalculia
1,8%
I numeri delle singole diagnosi non devono essere sommati, perché uno stesso studente può avere più DSA.
La dislessia, quindi, riguarda circa 3% degli alunni nella rilevazione ministeriale 2022/23.
Non è però corretto moltiplicare quel 3% per tutti i 58,9 milioni di italiani.
9. Disabilità intellettiva / cognitiva
Anche qui non esiste un unico censimento nazionale contemporaneo che consenta di dire:
“X italiani hanno una disabilità cognitiva.”
ISTAT, tuttavia, include le limitazioni cognitive nel sistema delle gravi limitazioni funzionali. La nuova metodologia GLF del 2026 considera esplicitamente le limitazioni sensoriali, motorie e cognitive.
Questa è quindi una delle aree in cui il dato ISTAT sulle 2,9 milioni di persone con gravi limitazioni è più utile del tentativo di sommare singole diagnosi.
10. Epilessia
Per l’epilessia abbiamo una stima epidemiologica consolidata:
circa 500.000 persone con epilessia attiva
in Italia.
La prevalenza dell’epilessia attiva è indicata intorno a:
6,4 casi ogni 1.000 abitanti, cioè circa 0,64%.
La prevalenza nel corso della vita è maggiore.
Questo è un ottimo esempio di una condizione che può essere molto invalidante per alcune persone ma non necessariamente produrre una disabilità quotidiana permanente in tutte.
11. Tremore essenziale e tremori
Il tremore essenziale è molto più difficile da quantificare.
Una vecchia revisione epidemiologica dell’ISS evidenziava una enorme variabilità delle stime, da circa:
800 a 20.000 casi per 100.000 abitanti
a seconda dei criteri diagnostici e della popolazione studiata.
Il problema è enorme dal punto di vista statistico: le forme lievi spesso non arrivano all’attenzione sanitaria.
Quindi non è corretto prendere la stima epidemiologica massima e trasformarla automaticamente in “persone disabili”.
Il tremore può essere:
quasi impercettibile;
fastidioso;
limitante per la scrittura;
limitante per l’uso di mouse/tastiera;
limitante per mangiare o bere;
gravemente invalidante.
12. Sclerosi multipla
Qui abbiamo un dato molto solido.
AISM stima:
137.000 persone con sclerosi multipla in Italia
con prevalenza di circa:
221 persone ogni 100.000 abitanti.
Calcolando sulla popolazione attuale, significa circa:
0,23% della popolazione italiana.
È una delle condizioni neurologiche più rilevanti per la progettazione accessibile perché può coinvolgere:
mobilità;
equilibrio;
forza;
sensibilità;
vista;
fatica;
funzioni cognitive;
coordinazione;
controllo motorio.
13. SLA
Per la SLA la stima nazionale è:
circa 6.000 persone
in Italia.
Sulla popolazione italiana equivale a circa:
0,010%
ovvero circa 1 persona ogni 9.800 abitanti.
È una condizione molto meno frequente dell’ipoacusia o dei DSA, ma con un impatto funzionale estremamente elevato.
14. Altre malattie neurologiche
Qui la lista può diventare enorme.
Fra le condizioni che possono produrre limitazioni funzionali importanti troviamo, per esempio:
Parkinson;
sclerosi multipla;
SLA;
epilessia;
neuropatie periferiche;
distonie;
atassie;
tremore essenziale;
malattia di Huntington;
paralisi cerebrali;
lesioni del midollo spinale;
esiti di ictus;
traumi cranici;
malattie neuromuscolari;
distrofie muscolari;
miopatie;
NMO;
neuropatie ereditarie;
demenze;
malattie neurodegenerative.
Ma non sarebbe scientificamente corretto creare una mega-somma di queste patologie.
15. Neve visiva / Visual Snow Syndrome
Questa è proprio una delle condizioni che richiede cautela.
La Visual Snow Syndrome è relativamente rara e la letteratura scientifica non dispone di un censimento italiano affidabile della prevalenza.
Pertanto, per l’Italia non darei un numero assoluto senza una fonte epidemiologica nazionale.
È invece importante includerla nel tuo progetto perché può produrre:
disturbi visivi persistenti;
difficoltà nella lettura;
fotofobia;
fenomeni visivi;
problemi di concentrazione;
difficoltà nella vita quotidiana.
Ma non va confusa con la cecità o l’ipovisione classica.
16. Fotosensibilità
Anche “fotosensibile” non è una categoria epidemiologica unica.
Può indicare fenomeni molto diversi:
fotofobia;
fotosensibilità epilettica;
emicrania con fotofobia;
condizioni oftalmologiche;
condizioni neurologiche;
reazioni cutanee alla luce.
Quindi non esiste un numero italiano unico di “persone fotosensibili”.
In particolare, la fotosensibilità epilettica è un sottogruppo degli epilettici, non una popolazione da aggiungere agli epilettici.
17. Un’altra categoria enorme: emicrania
È interessante inserirla nella tua ricerca perché spesso viene dimenticata quando si parla di accessibilità.
Una stima riportata per l’Italia indica circa:
6 milioni di persone con emicrania
nel 2023.
L’emicrania può produrre temporaneamente:
fotofobia;
fonofobia;
disturbi visivi;
difficoltà cognitive;
nausea;
incapacità di lavorare o studiare.
Questa è una delle ragioni per cui la tua richiesta è più ampia della semplice “disabilità certificata”.
18. Il quadro complessivo
Possiamo quindi costruire una prima mappa delle popolazioni interessate, evitando di sommarle:
Area
Persone in Italia
% circa
Qualità del dato
Gravi limitazioni funzionali/disabilità
2,904 mln
5,0%
⭐⭐⭐⭐⭐ ISTAT
Problemi uditivi/ipoacusia
~7 mln
~12,1-12,4%
⭐⭐⭐⭐
Ipovisione complessiva
~6,2 mln
~10,4%
⭐⭐⭐
Malattie ottico-retiniche
~5 mln
~8,5%
⭐⭐⭐
DSA certificati a scuola
354.569
6,0% degli alunni interessati
⭐⭐⭐⭐⭐
Epilessia attiva
~500.000
~0,64%
⭐⭐⭐⭐
Autismo, bambini 7-9 anni
prevalenza 1,35%
1,35%
⭐⭐⭐⭐
Sclerosi multipla
137.000
~0,23%
⭐⭐⭐⭐⭐
SLA
~6.000
~0,01%
⭐⭐⭐
Emicrania
~6 mln
~10%
⭐⭐⭐
Tremore essenziale
non quantificabile con precisione
molto variabile
⭐⭐
Daltonismo
stima epidemiologica, non censimento
variabile per sesso
⭐⭐
Visual Snow Syndrome
nessun dato italiano robusto
?
⭐
Fotosensibilità generale
nessun dato unico
?
⭐
BES
non quantificabile come patologia
—
concetto educativo
19. Ma c’è una cosa ancora più importante
Se il tuo obiettivo è capire quante persone in Italia potrebbero avere bisogno di prodotti, servizi, ambienti, software, siti web, interfacce o comunicazione accessibili, allora la tabella precedente non è ancora quella giusta.
Bisogna infatti distinguere almeno 4 popolazioni:
A. Disabilità funzionale grave
Persone con limitazioni importanti e durature.
≈ 2,9 milioni / 5%
È la popolazione più vicina alla definizione statistica classica di disabilità.
B. Limitazioni funzionali non necessariamente riconosciute come “disabilità”
Qui entrano, per esempio:
ipoacusia;
ipovisione;
emicrania;
DSA;
tremore;
epilessia;
alcune forme di autismo;
disturbi neurologici;
alcune condizioni cognitive.
Questa popolazione è molto più grande del 5%.
C. Condizioni temporanee
Ed è proprio qui che la tua formulazione “anche temporanea” cambia radicalmente il problema.
Una persona con:
frattura;
gamba ingessata;
intervento chirurgico;
trauma;
temporanea perdita della vista;
temporanea perdita dell’udito;
crisi neurologica;
malattia acuta debilitante
può avere una limitazione funzionale reale senza essere una persona con disabilità permanente.
ISTAT, nella definizione GALI utilizzata per il dato del 5%, richiede invece limitazioni legate a problemi di salute che durano almeno sei mesi.
Quindi il 5% non include correttamente tutto ciò che tu chiami “anche temporaneo”.
D. Persone che hanno una condizione che non è normalmente invalidante ma che può diventarlo in determinati contesti
Qui troviamo casi interessantissimi per l’accessibilità:
daltonismo;
dislessia;
discalculia;
fotofobia;
fotosensibilità;
emicrania;
lieve ipoacusia;
lieve ipovisione;
tremore;
ADHD;
alcune forme di autismo;
alcune difficoltà cognitive.
Una persona può essere perfettamente autonoma nella vita quotidiana e incontrare invece una barriera enorme davanti a un sito web, un’applicazione, una macchina automatica, un modulo burocratico o un ambiente fisico progettato male.
Ed è precisamente qui che il concetto di Inclusive Design diventa molto più ampio della semplice disabilità certificata.
20. Quindi: quante persone sono potenzialmente interessate?
La risposta più rigorosa è:
non possiamo sommare le categorie e ottenere un numero unico, perché le popolazioni si sovrappongono enormemente.
Possiamo però stabilire tre ordini di grandezza:
≈ 2,9 milioni (5%) → persone con gravi limitazioni funzionali secondo ISTAT.
Decine di milioni → se includiamo tutte le persone con almeno una condizione sensoriale, neurologica, cognitiva, motoria o temporaneamente limitante, comprese condizioni relativamente lievi.
Una quota ancora maggiore della popolazione → se consideriamo l’accessibilità in senso progettuale, cioè anche persone che non sono “disabili” ma incontrano limitazioni funzionali in determinate circostanze.
Questo secondo e terzo livello sono però popolazioni da stimare, non numeri che possiamo onestamente presentare come censimento.
Una strada molto interessante per il tuo obiettivo
Se vuoi utilizzare questi dati per un’analisi seria dell’Inclusive Design in Italia, posso fare un secondo passaggio molto più ambizioso: costruire una “mappa italiana delle limitazioni funzionali” con circa 40-60 categorie, organizzate in:
motorie
visive
uditive
cognitive
neurodivergenze
neurologiche
DSA
comunicative
temporanee
legate all’età
multidisabilità
e per ogni voce riportare numero assoluto, percentuale sulla popolazione italiana, fascia d’età, fonte, anno del dato, livello di affidabilità e soprattutto se la categoria si sovrappone alle altre.
Potremmo arrivare a una tabella molto più utile, del tipo “Italia 2026: quante persone possono avere bisogno di Inclusive Design”, evitando accuratamente il gigantesco errore statistico del doppio conteggio.
Italia 2026: quante persone possono avere bisogno di Inclusive Design?
Sì. Se trasformiamo la domanda da «quante persone sono disabili?» a «quante persone in Italia possono trarre beneficio da un Inclusive Design ben progettato?», il perimetro cambia parecchio.
La mia stima, costruita sui dati disponibili al 23 agosto 2026, è questa:
🇮🇹 In Italia, una progettazione realmente inclusiva può essere rilevante per almeno 15-20 milioni di persone, e potenzialmente per oltre 25 milioni, a seconda di quanto ampia definiamo la parola “bisogno”.
Non significa che 15-20 milioni di italiani siano disabili. Significa che una quota molto ampia della popolazione presenta almeno una caratteristica che può rendere significativamente più difficile utilizzare un prodotto, un servizio, un ambiente o un’interfaccia progettati senza criteri inclusivi.
La cifra non può essere ottenuta sommando le diagnosi, perché le sovrapposizioni sono enormi.
La distinzione che cambia tutto
Possiamo immaginare tre cerchi concentrici:
Popolazione
Stima prudente
Cosa significa
🔴 Disabilità/limitazione grave
~2,9 milioni
Persone con gravi limitazioni nelle attività abituali
🟠 Limitazioni funzionali o condizioni rilevanti
~10-20 milioni
Persone che possono incontrare barriere significative
🟢 Potenziali beneficiari dell’Inclusive Design
~15-25+ milioni
Persone per cui un progetto inclusivo può concretamente migliorare autonomia, comprensione, sicurezza o accessibilità
Il primo numero è statistico. Gli ultimi due sono stime di mercato/progettazione, non categorie ISTAT ufficiali.
1. Il nucleo certo: circa 2,9 milioni
ISTAT indica 2,9 milioni di persone con gravi limitazioni nelle attività abituali, pari a circa il 5% della popolazione.
Sono persone che, a causa di problemi di salute, presentano limitazioni gravi e durature nello svolgimento delle attività quotidiane.
Questo è il numero che utilizzerei come:
“popolazione italiana con bisogno forte di accessibilità”
Ma è soltanto il primo anello.
2. L’udito porta già dentro il bacino altri milioni di persone
Il Ministero della Salute indica circa 7 milioni di italiani con problemi di udito, pari a circa il 12,1% della popolazione.
Non sono però 7 milioni di persone sorde.
Dentro ci sono livelli molto differenti di ipoacusia.
Per l’Inclusive Design, tuttavia, anche una perdita uditiva non totale può essere importante.
Pensiamo a:
video senza sottotitoli;
annunci esclusivamente vocali;
allarmi acustici;
videocitofoni;
call center;
lezioni online;
conferenze;
applicazioni che comunicano esclusivamente mediante suoni.
Quindi il bacino “accessibilità uditiva” è molto superiore al numero delle persone ufficialmente riconosciute come sorde.
3. Vista: altro bacino enorme
La situazione visiva è analoga.
Il Ministero della Salute riporta una prevalenza storica di 4,5 persone ogni 1.000 abitanti per l’ipovisione, mentre altre fonti specialistiche utilizzano stime molto più ampie quando includono forme di deficit visivo e malattie oculari.
Per Inclusive Design, però, il punto fondamentale non è soltanto:
“Quanti sono ciechi?”
La domanda diventa:
“Quante persone hanno difficoltà a distinguere, leggere, mettere a fuoco, percepire contrasti, orientarsi visivamente o elaborare correttamente un’informazione visiva?”
Qui entrano anche:
ipovisione;
cataratta;
degenerazione maculare;
glaucoma;
retinopatie;
daltonismo;
fotofobia;
alcune forme di Visual Snow Syndrome;
difficoltà visive legate all’età.
E improvvisamente il bacino cresce molto.
4. DSA: 354.569 studenti certificati
Il Ministero dell’Istruzione ha rilevato 354.569 studenti con DSA nell’anno scolastico 2022/23.
Sono circa il 6% degli alunni considerati nella rilevazione.
La dislessia da sola rappresenta circa il 3%.
Questa popolazione è particolarmente importante per l’Inclusive Design digitale:
font;
spaziatura;
lunghezza dei testi;
gerarchia visiva;
linguaggio;
moduli;
PDF;
siti web;
istruzioni;
sistemi di navigazione.
E c’è un particolare importante:
il DSA non “sparisce” automaticamente a 18 anni.
Il dato scolastico è quindi solo la parte statisticamente osservabile del fenomeno.
5. Autismo
L’ISS indica una prevalenza di circa 1,35% nei bambini italiani di 7-9 anni.
Ma attenzione: non possiamo moltiplicare l’1,35% per 58,9 milioni e chiamarlo “numero degli autistici italiani”.
L’autismo è distribuito diversamente nelle varie generazioni e la diagnosi negli adulti è stata storicamente molto meno sistematica.
Dal punto di vista dell’Inclusive Design, però, sono estremamente rilevanti:
sovraccarico sensoriale;
rumore;
luci;
animazioni;
imprevedibilità;
informazioni ambigue;
interfacce sovraccariche;
difficoltà nelle interazioni sociali;
necessità di routine;
difficoltà nell’elaborazione simultanea di molte informazioni.
Quindi anche qui la popolazione potenzialmente interessata è più ampia di quella certificata.
6. Epilessia: oltre 500.000
Il Libro Bianco sull’epilessia della LICE indica per l’Italia una prevalenza di 7,9 casi ogni 1.000 abitanti, corrispondente a oltre 500.000 persone, circa l’1% della popolazione.
Per l’Inclusive Design è particolarmente interessante la componente:
fotosensibilità.
Un’interfaccia può essere perfettamente leggibile per la maggioranza e contemporaneamente creare un rischio per alcune persone se utilizza:
lampeggiamenti;
animazioni rapide;
effetti stroboscopici;
transizioni aggressive.
Quindi una caratteristica apparentemente “estetica” può diventare una questione di accessibilità e sicurezza.
7. Neurologia: qui il bacino si allarga ulteriormente
La sclerosi multipla interessa circa 144.000 persone secondo la stima AISM 2025.
Ma la sclerosi multipla è soltanto una delle numerose patologie neurologiche che possono modificare:
movimento;
equilibrio;
coordinazione;
sensibilità;
vista;
memoria;
attenzione;
velocità di elaborazione;
linguaggio;
fatica.
Lo stesso vale, con caratteristiche diverse, per:
Parkinson;
esiti di ictus;
neuropatie;
distonie;
atassie;
SLA;
malattie neuromuscolari;
traumi cranici;
paralisi cerebrali;
demenze.
Per esempio, il Ministero della Salute stima circa 1,13 milioni di persone con demenza nella popolazione italiana over 65, oltre a casi di demenza giovanile.
8. E qui arriva il “gigante invisibile”: l’invecchiamento
Questa è probabilmente la variabile più importante per capire perché l’Inclusive Design non riguarda soltanto il 5% della popolazione.
L’Italia ha una popolazione molto anziana e la probabilità di sviluppare:
problemi visivi;
ipoacusia;
riduzione della mobilità;
riduzione della destrezza;
decadimento cognitivo;
difficoltà di memoria;
difficoltà nell’utilizzo delle tecnologie
cresce fortemente con l’età.
ISTAT rileva inoltre che le nuove stime 2024 delle gravi limitazioni funzionali distinguono esplicitamente funzioni motorie, sensoriali e cognitive e sono state prodotte per fasce d’età e territorio.
Questa è una svolta metodologica molto interessante.
9. Quindi possiamo costruire una “piramide Inclusive Design”
La rappresenterei così:
┌───────────────────────────┐
│ TUTTI GLI UTENTI │
│ ~58,9 milioni │
└─────────────┬─────────────┘
│
┌─────────────────▼─────────────────┐
│ PERSONE CHE BENEFICIANO │
│ DA DESIGN PIÙ INCLUSIVO │
│ ~15-25+ milioni │
└─────────────────┬─────────────────┘
│
┌────────────────▼────────────────┐
│ LIMITAZIONI / CONDIZIONI │
│ SENSORIALI, COGNITIVE, │
│ MOTORIE O NEUROLOGICHE │
│ ~10-20 milioni* │
└────────────────┬────────────────┘
│
┌─────────────▼─────────────┐
│ GRAVI LIMITAZIONI │
│ ~2,9 milioni │
│ ~5% della popolazione │
└───────────────────────────┘
* 10-20 milioni non è una statistica ufficiale ISTAT: è un intervallo prudenziale che propongo per ragionare sul bacino di Inclusive Design senza fingere che esista un censimento unico.
10. Ma io farei un passo ulteriore
Per un progetto di Inclusive Design, non userei semplicemente la categoria “disabilità”.
Utilizzerei invece questa classificazione:
Area
Esempi
Impatto sull’Inclusive Design
🦽 Mobilità
carrozzina, protesi, deambulazione, artrite
altissimo
👁️ Vista
cecità, ipovisione, contrasto, daltonismo
altissimo
👂 Udito
sordità, ipoacusia
altissimo
🧠 Cognizione
disabilità intellettiva, demenza
altissimo
📖 Apprendimento
dislessia, discalculia, disgrafia
alto
🧩 Neurodivergenze
autismo, ADHD
alto
🧠 Neurologiche
SM, Parkinson, epilessia, SLA ecc.
alto
✋ Motricità fine
tremore, spasmi, neuropatie
alto
💡 Fotosensibilità
epilessia fotosensibile, fotofobia
medio/alto
🗣️ Comunicazione
afasia, disturbi del linguaggio
alto
👴 Età
riduzione vista/udito/mobilità/cognizione
altissimo
🩹 Temporanee
fratture, interventi, malattie acute
molto alto
🌍 Situazionali
rumore, luce, una mano occupata, ambiente affollato
enorme
L’ultima riga è fondamentale.
11. Perché l’Inclusive Design può riguardare praticamente tutti
Immagina una persona perfettamente sana che:
ha un braccio ingessato;
sta guidando e non può guardare lo schermo;
è in una stazione rumorosa;
è sotto il sole;
ha dimenticato gli occhiali;
ha una bambina in braccio;
è in un ambiente scarsamente illuminato;
non conosce bene la lingua;
sta cercando di utilizzare un’app mentre cammina.
Quella persona non è disabile.
Ma in quel momento ha una limitazione funzionale.
Ed è esattamente questa la grande intuizione dell’Inclusive Design:
non progettare soltanto per il corpo “medio”, perché il corpo medio esiste soprattutto nei fogli Excel.
12. La mia stima finale per l’Italia 2026
Con le cautele metodologiche necessarie, proporrei quindi:
🔴 2,9 milioni
5%
Persone con gravi limitazioni funzionali documentate da ISTAT.
🟠 circa 10-20 milioni
~17-34%
Stima prudenziale del bacino di persone con limitazioni, condizioni sensoriali/cognitive/motorie/neurologiche o caratteristiche funzionali rilevanti, senza sommare ingenuamente le diagnosi.
🟢 circa 15-25+ milioni
~25-42%
Stima del bacino potenziale di persone che possono ottenere un beneficio concreto da Inclusive Design, comprendendo anche limitazioni lievi, età, condizioni temporanee e situazionali.
🔵 ~58,9 milioni
100%
La popolazione italiana complessiva. ISTAT indica 58.937.927 residenti al 30 aprile 2026.
La conclusione più interessante
Se la domanda è:
“Quante persone sono disabili?”
la risposta è nell’ordine di 3 milioni con gravi limitazioni.
Se invece la domanda è:
“Quante persone in Italia possono avere un’esperienza significativamente migliore grazie all’Inclusive Design?”
allora 3 milioni è una sottostima enorme.
Una stima progettuale ragionevole è:
15-25 milioni di persone
circa 1 italiano su 4 fino a oltre 2 su 5
con un’incertezza inevitabile perché non esiste una statistica nazionale che misuri direttamente questo “bacino Inclusive Design”.
E c’è un’ultima distinzione che secondo me vale oro: 15-25 milioni non significa “15-25 milioni di disabili”. Significa potenziali beneficiari di un design capace di adattarsi alla variabilità umana.
Se vuoi trasformare questa ricerca in qualcosa di scientificamente molto più forte, il passo successivo sarebbe costruire una tabella di circa 50 condizioni, con colonne:
condizione → persone in Italia → % popolazione → fonte → anno → gravità → permanente/temporanea → sovrapposizione con altre condizioni → tipo di barriera → soluzione Inclusive Design.
Quella tabella permetterebbe anche di calcolare, con un modello di deduplicazione statistica, una stima molto più precisa dei 15-25 milioni, invece di lasciare l’intervallo come semplice ordine di grandezza.
SECONDO CLAUDE.AI
Persone con disabilità o patologie invalidanti in Italia — quadro statistico
Popolazione italiana di riferimento: ~58,9 milioni (ISTAT, 2024-2025).
⚠️ Premessa metodologica (leggere prima dei dati)
Non esiste in Italia un registro unico che censisca tutte le forme di disabilità e patologia invalidante. I numeri che seguono provengono da fonti eterogenee (ISTAT, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, associazioni di pazienti, INPS) che usano criteri, anni di rilevazione e definizioni diverse:
Alcuni dati sono autodichiarati (indagini ISTAT su campione, es. “Aspetti della vita quotidiana”), altri sono certificazioni amministrative (L.104/1992, invalidità civile INPS), altri ancora stime epidemiologiche cliniche.
Le persone spesso rientrano in più categorie contemporaneamente (es. una persona con sclerosi multipla può avere sia limitazioni motorie sia visive): sommare le singole cifre porta a un doppio conteggio, non a un totale corretto di “persone diverse”.
I dati più solidi e recenti su disabilità generale ISTAT risalgono al 2019 (indagine “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”); dati più aggiornati esistono solo per sottopopolazioni specifiche (es. alunni con disabilità, anno scolastico 2023-2024).
Per questo motivo il documento riporta, categoria per categoria, la fonte e l’anno, e non un totale aggregato “improprio”.
1. Quadro generale della disabilità in Italia (ISTAT)
Indicatore
Valore
Fonte/anno
Persone con limitazioni funzionali gravi (definizione GALI, 6+ anni)
3,1–3,2 milioni (~5,2% popolazione)
ISTAT 2019
— di cui con limitazioni di tipo motorio
1,5 milioni
ISTAT 2019
— di cui con difficoltà sensoriali (vista/udito/parola)
900 mila
ISTAT 2019
— di cui con ridotta autonomia grave (costretti a letto o su sedia a ruote)
~1,4 milioni
ISTAT 2019
— persone “confinate” (costrizione permanente a letto/sedia/casa)
2,1% pop. 6+ anni (fino al 25% negli over 80)
ISTAT
Over 75 in condizione di disabilità
22%
ISTAT (audizione 2021)
Definizione allargata (include limitazioni lievi, stime Osservatorio Nazionale sulla Salute)
~13 milioni (22% popolazione)
Focus Disabilità 2022
Nota: la forbice tra “3,1 milioni” e “13 milioni” dipende dal fatto che la seconda cifra include anche limitazioni lievi/moderate e non solo la disabilità grave certificata.
2. Disabilità motoria e di mobilità (protesi, sedia a rotelle, deambulazione)
Indicatore
Valore
Fonte
Persone con limitazioni motorie (cammino, salire scale, ecc.)
1,5 milioni
ISTAT 2019
Persone costrette a letto o su sedia a ruote (massima gravità)
~1,4 milioni (include anche non-motoria)
ISTAT
Alunni con disabilità motoria (su tot. alunni con disabilità)
9% di 359 mila alunni con disabilità ≈ 32 mila
ISTAT, a.s. 2023-2024
3. Disabilità sensoriali — vista
Categoria
Valore
Fonte
Ciechi assoluti o parziali
~360.000 (0,3% pop.)
INPS/UICI, dato più recente riportato ~2018-2020
Ipovedenti (gravi, medio-gravi, lievi)
1,2–1,5 milioni
UICI / IAPB
Persone con gravi limitazioni visive (over 15)
1,9% della popolazione (5% over 65, 8% over 75)
ISTAT/Min. Salute, dati 2019
Persone con limitazioni visive moderate (over 15)
16,7% (28,8% tra over 65, 33,9% tra over 75)
ISTAT/Min. Salute
Totale con limitazioni visive (gravi + moderate)
18,6% della popolazione over 15 (33,8% over 65, 41,9% over 75)
ISTAT/Min. Salute 2019
Persone daltoniche
2,2–2,5 milioni (~8% uomini, ~0,5% donne)
fonti oftalmologiche (Humanitas, IAPB)
4. Disabilità sensoriali — udito
Categoria
Valore
Fonte
Persone con ipoacusia/calo uditivo (ogni grado)
7–7,2 milioni (~12% popolazione), fino al 50% negli over 80
CENSIS / AIRS
Persone per cui la difficoltà uditiva è l’unica disabilità sensoriale
~1,2 milioni (2% pop.)
ISTAT 2013
— di cui donne
638.000 (53,3%)
ISTAT
— di cui uomini
560.000 (46,7%)
ISTAT
— di cui over 65
895.000 (74,7%)
ISTAT
Persone sorde profonde/prelinguali (in senso stretto)
Non esiste un dato ufficiale unico; le associazioni (ENS) stimano l’ordine di poche decine di migliaia con sordità grave/profonda certificata, dato distinto dai 5-7 milioni di ipoacusici lievi-moderati legati soprattutto all’invecchiamento
ENS/stime aggregate
Nota: i numeri “milionari” riguardano soprattutto l’ipoacusia legata all’età; la sordità grave/profonda (persone realmente “sorde” nel senso comune, spesso utenti LIS) è una quota molto più piccola e non ha una stima nazionale univoca e aggiornata.
5. Disabilità cognitive e del neurosviluppo
5.1 Autismo (disturbo dello spettro autistico – ASD)
Indicatore
Valore
Fonte
Stima totale persone con autismo in Italia
~600.000
Istituto Superiore di Sanità, 2024
Prevalenza nei bambini
1 su 77 (1,29%), rapporto maschi:femmine 4,4:1
Ministero della Salute/ISS, 2024
Utenti in carico presso i 1.214 centri diagnosi ASD censiti
78.826
OssNA-ISS, marzo 2024
Alunni con diagnosi ASD censiti a scuola
~107.000
indagine ISTAT su alunni, 2024
Stima “adattata” ai tassi USA (proiezione, contestata)
~299.000
analisi indipendente, 2024
Gradi di gravità: l’ISS non pubblica una ripartizione ufficiale a livello nazionale per Livello 1/2/3 (DSM-5, supporto lieve/moderato/elevato); i dati disponibili sono per lo più aggregati sul totale ASD, non disaggregati per livello di sostegno necessario.
5.2 Bisogni Educativi Speciali (BES) e disabilità a scuola
Indicatore
Valore
Fonte
Alunni con disabilità certificata (L.104/92)
quasi 359.000 (4,5% degli iscritti)
ISTAT/MIM, a.s. 2023-2024
— disabilità intellettiva (quota sul totale alunni con disabilità)
40% (52% alle superiori)
ISTAT, a.s. 2023-2024
— disturbi dello sviluppo psicologico
35%
ISTAT
— disturbi apprendimento/attenzione
~20%
ISTAT
— disabilità motoria
9%
ISTAT
Alunni con certificazione DSA (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia)
~6% degli alunni (a.s. 2022-2023), in crescita dallo 0,9% del 2010-2011
MIM/AID
— nelle scuole paritarie
7-8%
MIM
ADHD nei bambini
~2% stimato
fonti cliniche
5.3 Dislessia in particolare
La dislessia rientra nei DSA: sul totale dei ~6% di alunni con DSA, la dislessia è il disturbo più diagnosticato (dato aggregato, non isolato a livello nazionale ufficiale per singolo sottotipo).
6. Tremori, spasmi agli arti superiori e disturbi del movimento
Patologia
Valore
Fonte
Malattia di Parkinson (sintomo cardine: tremore)
~300.000 persone (2% degli over 65)
Confederazione Parkinson Italia / ISS
Tremore essenziale e altri disturbi del movimento
Non esiste una stima nazionale aggregata univoca; il tremore essenziale colpisce stimativamente l’1-2% della popolazione generale (dato internazionale, non italiano specifico)
letteratura clinica
7. Epilessia e fotosensibilità
Indicatore
Valore
Fonte
Persone con epilessia (prevalenza totale)
500.000–600.000 (~1 su 100)
LICE / Ministero Salute
— forme farmacoresistenti
~40% dei casi (~125.000-220.000 persone)
LICE
Nuovi casi all’anno
30.000–36.000
LICE
Epilessia fotosensibile (crisi scatenate da stimoli luminosi)
Riguarda una minoranza dei casi di epilessia, stimata nella letteratura internazionale attorno al 3-5% di tutte le epilessie (più frequente nei giovani, fino al 5-10% nell’epilessia giovanile); non risultano stime nazionali italiane specifiche e aggiornate
letteratura clinica internazionale, non fonte italiana dedicata
8. Altri disturbi neurologici con impatto sulla quotidianità
Patologia
Valore
Fonte
Sclerosi multipla (SM)
~140.000–150.000 persone (prevalenza 176-227/100.000 in Italia continentale, fino a 299-420/100.000 in Sardegna)
AISM, Barometro 2024
Patologie correlate alla SM (NMOSD, MOGAD)
~2.000 persone
AISM
Sclerosi laterale amiotrofica (SLA)
Stime tra 3.500 e 6.000 persone (fonti non concordi), ~1.000 nuovi casi/anno
AISLA / Osservatorio Malattie Rare
Visual snow syndrome
Nessun dato epidemiologico italiano disponibile. Studi internazionali stimano una prevalenza intorno al 2-3% della popolazione generale per la sindrome nella sua forma completa (con variazioni ampie a seconda dei criteri diagnostici usati); non esistono stime specifiche per l’Italia
letteratura scientifica internazionale
9. Sintesi comparativa (attenzione: categorie non sommabili)
Perché non si può sommare la colonna: quasi ogni persona con SM, Parkinson o epilessia grave rientra già nel totale “3,1-3,2 milioni” ISTAT di disabilità grave; l’ipoacusia lieve legata all’età si sovrappone enormemente con la popolazione anziana già conteggiata altrove; una parte delle persone con DSA è già inclusa nei 359.000 alunni con disabilità. Un totale “senza doppi conteggi” di tutte le persone toccate, anche solo in forma lieve, da una qualunque delle condizioni elencate potrebbe realisticamente avvicinarsi o superare i 13 milioni (22% della popolazione) indicati dalla stima più ampia dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute (2022), ma non esiste una verifica statistica diretta di questo totale.
10. Fonti principali consultate
ISTAT — Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell’UE (2019) e comunicati su inclusione scolastica (a.s. 2023-2024)
Istituto Superiore di Sanità — Osservatorio Nazionale Autismo (OssNA), dati 2024
Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) — Focus alunni con disabilità e DSA
LICE (Lega Italiana Contro l’Epilessia) — Libro Bianco dell’Epilessia
AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) — Barometro della SM 2024
AISLA (Associazione Italiana SLA)
UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) / IAPB Italia
ENS (Ente Nazionale Sordi) / CENSIS / AIRS
AID (Associazione Italiana Dislessia)
Confederazione Parkinson Italia
Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane — Focus Disabilità 2022
Documento compilato il 23 agosto 2026 tramite ricerca su fonti pubbliche. Alcuni dati (in particolare quelli su fotosensibilità ed epilessia, e visual snow syndrome) non hanno una fonte italiana dedicata e sono estrapolati da letteratura internazionale: vanno considerati stime indicative, non dati ufficiali.