La recente censura e attacco contro l’associazione italiana A/I che promuove la libertà d’espressione in Rete (tutelando la #privacy delle organizzazioni a cui presta i suoi servizi telematici gratuitamente) ha sollevato una questione enorme sul tema dell’#AutonomiaDigitale: è bastato infatti un editto governativo statunitense per vedere sparire il dominio autistici.org dell’associazione e temere di essere esclusa dai circuiti bancari con ripercussioni economiche rilevanti.
La gestione centrale del servizio di gestione dei domini denominato DNS e l’esistenza nel mondo occidentale del solo circuito bancario SWIFT sono due questioni enormi ma non sono le sole capaci di evidenziare come, ahimé, bisogna cominciare a pensare che una situazione di monopolio governativo non può certo più essere giustificata e bisognerebbe pensare di attivare alternative quanto meno a livello europeo. Subire o adagiarsi nell’avere un solo sistema di geo-posizionamento satellitare (GPS), una sola rete di satelliti per la comunicazione (STARLINK), motori di ricerca e AI generative sempre e solo USA e via dicendo è una situazione che prima o poi presenterà il conto a noi tutte/i e non solo ad attivisti e gestori di servizi internet indipendenti!
In particolare mi interessa l’accelerazione di questi processi di dipendenza che stanno determinando le cosiddette Intelligenze Artificiali generative tramite l’utilizzo sempre più popolare di interfacce che pongono domande e ottengono risposte e soluzioni tramite LLM (Large Language Model) perché…
La condivisione a tutti i costi in questa era di AI macinatrici (non solo di libri) e manipolatrici (non solo di informazioni), non ha più senso.
Bisogna pensare non più solo in termini di condivisione ma anche in termini di separazione per mere finalità di sopravvivenza economica e intellettuale, e in particolare:
- continuare, ebbene sì, ad utilizzare le AI generative per comodità, lavoro e diletto ma privilegiando le cosiddette soluzioni AI Grounding ovvero quelle soluzioni che vincolano le risposte di un modello di intelligenza artificiale a materiale di origine verificabile e recuperabile, anziché affidarsi esclusivamente ai dati probabilistici su cui è stato addestrato, riducendo le allucinazioni, minimizzando i casi in cui un’IA inventa fatti falsi o fuorvianti e collegando le risposte direttamente a file sorgente specifici e tracciabili;
- realizzare almeno un motore di ricerca e Intelligenza Artificiale generativa in Europa e rispettoso della normativa e dei principi europei di rispetto della privacy e difesa della libertà d’informazione (autorevole);
- separare interessi privati dagli interessi pubblici per non ritrovarsi più a leggere notizie sbalorditive di paesi europei (Grecia. Malta, Estonia) che hanno svenduto i dati dei loro cittadini ad aziende private AI;
- nei processi formativi di scuole, accademie e università mantenere e anzi potenziare tutto ciò che può essere espressività realizzata senza supporti digitali, stimolando studentesse e studenti a fare lavoro di squadra, prendere appunti su carta, leggere libri, stimolarle/i ad esprimersi sulla didattica proposta e comunque svolgere verifiche orali per confermare il livello della loro evoluzione culturale;
- anche a livello individuale ricordarsi che dormire, camminare, osservare il territorio, riversare su carta idee e progetti nelle fasi iniziali, fare brainstorming con altri esseri umani e leggere libri dall’inizio alla fine acquisendo informazioni complete e seguendo ragionamenti strutturati sono procedure indispensabili per sviluppare la propria creatività;
- promuovere l’utilizzo di biblioteche in presenza senza necessariamente sentire l’esigenza di digitalizzare qualsiasi cosa per alimentare l’acquisizione indiscriminata e quindi la frammentazione e la ricomposizione disordinata delle conoscenze ivi custodite.
Come per l’emergenza climatica non abbiamo molti anni per invertire una tendenza di concentrazione di potere e interessi economici che già oggi si sta comunque palesando in termini di minore attrattiva delle offerte cultuali ed educative tradizionali nonché perdita di posti di lavoro. A voi la parola o, ancor meglio, l’azione (culturale) più opportuna da mettere in piedi a cominciare dalle necessarie battaglie politiche (da non perdere) per la difesa della libertà d’espressione in Italia attraverso mezzi telematici.

