Indice Europeo, -AI e rispetto della privacy: tra Sovranità e Autonomia Digitale

Quando ho letto che il Parlamento Europeo ha sostituito sui propri computer Google con Qwant mi è venuto da sorridere ma anche un discreto mal di stomaco e vi spiego perché.

Tutti i motori di ricerca che orgogliosamente si fregiano come “alternativi” in realtà, fondamentalmente, sfruttano gli indici di Google e Bing. Ma cosa sono gli “indici” e perché sono così importanti?

Gli “indici” sono la base di conoscenza sfruttata dagli algoritmi dei motori di ricerca e delle AI (Intelligenze Artificiali in lingua italiana) per rispondere alle nostre domande. Fino a quando non esisterà un INDICE EUROPEO di conoscenze magari libere, magari inclusive, magari originali e autentiche (non generate a sua volta dalle AI) non potremo mai dire di essere sovrani. Da un indice europeo possiamo partire per costruire motori di ricerca e AI di qualità e quindi davvero utili a individualità, comunità e aziende, europee e non.

“I chatbot non sono amici e gli agenti AI sono backdoor”

Meredith Whittaker, Presidente di Signal

Liquidato l’argomento principe della questione possiamo andare a vedere un possibile scenario di SOFTWARE preferibilmente europeo per origine o comunque rispettoso dei principi europei e quindi:

  • libero (o in subordine Open Source o freeware);
  • rispettoso della privacy;
  • utilizzabile senza dipendere dal cloud o da corredi tecnologici potenti (quindi magari autonomo anche dalle AI);
  • inclusivo (ovvero attento alle opportunità di accessibilità e utilizzo anche dalle persone con caratteri speciali o disabilità che dir si voglia);

che possiamo suddividere nelle seguenti categorie.

Sistema Operativo

Linux Mint e Debian vantano moltissimi sviluppatori e manutentori europei e sono pensati proprio per “girare” anche su sistemi decisamente leggeri e datati. Peraltro, i sistemi linux saranno forse gli unici nel futuro a non dipendere totalmente dalle AI.

Browser

I browser sono uno strumento fondamentale per accedere ai sempre più indispensabili servizi online (AI comprese) e quindi la scelta primaria ricade su Vivaldi (europeo e dichiaratamente indipendente da procedure AI. Se si è alla ricerca di un browser basato sul motore di rendering Firefox sta emergendo Midori per la sua richiesta minima di RAM (merce hardware sempre più rara e preziosa).

Produttività Office

Senza dubbio Libre Office gestito dalla The Document Foundation, con sede in Germania è la migliore alternativa totalmente libera e open-source a Microsoft Office, completo, non traccia l’utente e, sebbene sia ricco di funzioni, è decisamente più leggero delle controparti cloud. CryptPad (sviluppato in Francia) è un’alternativa a Google Drive/Docs, una suite per l’ufficio collaborativa, open-source e crittografata end-to-end. Funziona via browser ed è leggerissima per il PC perché il carico di lavoro è ottimizzato.

Hosting

Il capitolo hosting e (next) cloud è enorme e potrebbe spaziare dai data-center per le AI, dai server per ospitare siti Web e tanto altro. Mi piace soffermarmi su Codeberg che è diventata la più importante piattaforma di hosting per progetti software, gestita da un’organizzazione no-profit registrata in Germania; completamente trasparente, non ha scopi di lucro, non traccia gli utenti ed è ospitata su server europei alimentati a energia rinnovabile.

Multimedia e Graphic Design

GIMP (GNU Image Manipulation Program) e Pinta (painting made simple) per la manipolazione d’immagini raster-bitmap; digiKam come professional photo management; per illustrazioni e grafica vettoriale Krita oppure Inkscape; Blender per animazioni e rendering 3D; Audacity per audio editing multitraccia e multipiattaforma; VLC media player è un lettore multimediale in grado di riprodurre file audio e video in diversi formati e su vari dispositivi; per il lettering la risorsa multipiattaforma FontForge.

Tanto ‘Altro’

Repository ‘europee’ come https://europeanopensource.eu/projects/?sort=name così come Zenodo oppure !interoperable europe rendono bene l’idea di come esistono progetti alternativi ben consolidati in alternativa alle soluzioni software mainstream.

rassegna di open source alterantivo alle più balsonate offerte commerciali

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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