In occasione della mostra “Ho fiutato il mondo: Lamberto Pignotti & Co” si propone un esperimento di realizzazione di storia sociale al fine di preparare le persone con caratteri speciali alla visita di un ambiente espositivo e alla fruizione delle opere esposte.
I punti forza di questa sperimentazione sono: un avviso alle persone interessate sull’ambiente e l’esperienza che le aspetta, una presa di consapevolezza delle app che possono migliorare la propria autonomia personale ma anche un possibile confronto con altre persone presenti all’esposizione museale o artistica, dei pannelli informativi con collegamenti a supporti multimediali pensati per facilitare la comprensione e la percezione delle opere esposte a persone con disabilità.
Le storia sociale e le alternative accessibili sono state progettate da Enrico Bisenzi. Maggiori informazioni sul blog SCACCO AL WEB in tema #InclusiveArts:
https://scaccoalweb.net/2026/09/17/una-storia-sociale-per-la-mostra-di-lamberto-pignotti-allaccademia-di-belle-arti-di-roma-2/
Guida alla mostra
- Come arrivare alla mostra in Via Ripetta e accedere ai due spazi espositivi
- App per una migliore autonomia personale
- Video in Lingua dei Segni Italiana
- Audio-recensione AI delle opere esposte nella mostra
- La Sala Colleoni spiegata con testo facile da leggere
- Sintesi del materiale ospitato nelle teche in Sala Colleoni e non facilmente visualizzabile per chi è in sedia su ruote
- Comunicazione Aumentativa Alternativa delle opere esposte in Sala Colleoni
- La Galleria Accademia Contemporanea spiegata in testo facile da leggere
- Comunicazione Aumentativa Alternativa delle opere esposte nella Galleria Accademia Contemporanea
- Avviso di animazioni luminose presenti nella Galleria del Contemporaneo
Organizzata dal Prof. Massimo Arduini con il supporto teorico del Prof. Dario Evola, la mostra “Ho fiutato il mondo: Lamberto Pignotti & Co” si terrà dal 7 novembre al 12 dicembre 2026 in Via Ripetta a Roma e sarà centrata sulla figura e su una significativa esposizione di opere di uno dei padri della poesia visiva italiana, con la sua posizione critica sulla cultura, sulla società e sul linguaggio attraverso il quale si esprime la nuova realtà modernizzata e industrializzata del secondo dopoguerra. Il 7 novembre 2026 si terrà l’inaugurazione della mostra durante la quale la CREI Professionisti delle Lingue dei Segni assicurerà un servizio di interpretariato nella Lingua dei Segni Italiana. Un workshop di Enrico Bisenzi sarà centrato sulla metodologia progettuale della sperimentazione qui presentata su come accedere e narrare in maniera inclusiva le tante forme espressive artistiche che ci circondano in Italia.

Leggi come arrivare alla mostra in Via Ripetta e accedere ai due spazi espositivi
La mostra è visitabile presso la sede di Via di Ripetta civico 222 e adiacente civico 220C dell’Accademia di Belle Arti di Roma entrambi affacciati sul cortile interno dell’accademia che a sua volta si affaccia su Via Ripetta.
Ci si arriva facilmente in metropolitana con la linea A fermate di Flaminio oppure Piazza di Spagna anche se la soluzione più efficace di trasporto pubblico rimane il bus 119 direzione Porta Venezia all’omonima fermata “Ripetta” (linea dotata di pali con rilievi tattili e pulsante per annunci audio).
I marciapiedi da percorrere per arrivare alla sede della mostra sono abbastanza agevoli e sono presenti segni tattili per il cambio di dislivello e in corrispondenza della discesa dei marciapiedi prima dei cancelli di entrata.
E’ presente un parcheggio riservato alle persone con disabilità motoria di fronte all’accademia.
Come si entra nel cortile dell’accademia?
Ci sono due cancelli, uno centrale molto ampio ed uno più piccolo: entrambi non hanno gradini e permettono di ritrovarsi in un cortile frequentato da studenti, docenti, personale dell’accademia e del liceo adiacente: tutte persone molto gentili alle quali eventualmente poter chiedere informazioni e aiuto se necessario.
Come si accede alla Sala Colleoni?
Per entrare alla mostra bisogna dirigersi verso il semicerchio in alto a sinistra del cortile dove si trova una porta a misura di sedia su ruote con sopra un’insegna “Sala Colleoni”. Il cortile, clima permettendo, può essere considerato un ottimo spazio di decompressione e di recupero della propria tranquillità personale qualora risultasse necessario. Prima di arrivare all’entrata si costeggia, sempre sulla sinistra, un’ampia entrata con scalinate dell’adiacente liceo mentre una parte del cortile è occupato da fioriere molto ampie. Prima di entrare nell’edificio che ospita la Sala Colleoni c’è un piccolo scalino di due centimetri da superare ma soprattutto si trova subito una discreta salita: se si ha difficoltà si può chiedere aiuto al personale dell’accademia che può venire in aiuto anche grazie a un ausilio utile per trasportare sedie su ruote (non quelle elettriche).
La Sala Colleoni si trova sulla sinistra del fabbricato, attraversando un corridoio sulla destra del quale si trova un pannello informativo facilmente individuabile a livello tattile grazie ad un suo modesto ma percettibile spessore, in alto a destra del pannello all’altezza di circa 170 cm si trova un rilevo tattile che invita ad usufruire di un qr-code collegato ad audiodescrizioni della sala espositiva (si può chiedere uno stampato con le credenziali per accedere a una rete wi-fi pubblica (OSPITI) al personale di accoglienza così come chiedere allo stesso personale di leggere le credenziali a voce). Sulla sinistra del corridoio sono posizionate due sedie a mo’ di angolo tranquillo di decompressione per chi ne avesse eventualmente bisogno. Andando oltre il corridoio si trovano sulla sinistra dei bagni, uno dei quali attrezzato per le persone con disabilità (i bagni sono leggermente nascosti da un pannello per motivi di decoro). Nella Sala Colleoni ci si entra facilmente senza ulteriori scalini o dislivelli da superare. La Sala Colleoni è una sala rettangolare (circa 7 metri per 25 metri) occupata all’inizio e centralmente da una parete e da una scultura che si sviluppa in senso longitudinale per 4 metri, alla fine della quale ci sono le teche che contengono materiale grafico espositivo.
Sul pannello informativo è collocato un qr-code con una selezione delle opere esposte in bacheca per chi ha difficoltà a visualizzarle per motivi di altezza di fruizione delle medesime.
Come si accede alla Galleria Accademia Contemporanea?
Dal cancello del cortile si costeggia, sempre sulla sinistra, un’ampia entrata con scalinate dell’adiacente liceo mentre una parte del cortile è occupato da fioriere molto ampie, si oltrepassa anche il succitato accesso alla Colleoni per trovarsi infine di fronte all’ingresso della Galleria. L’ingresso alla Galleria è ampio e accessibile. Lo spazio consiste in un ampio rettangolo di circa 8 metri per 12 caratterizzato ai lati più lunghi da due rispettivi colonnati il cui perimetro interno è caratterizzato da un lieve scalino di due centimentri.
Appena entrate/i tramite l’anta di destra delle porte a vetri si trova un pannello informativo seguendo il piano dell’entrata a vetri, dunque un muro di travertino spesso circa 80 centimetri e infine il pannello parallelo rispetto all’entrata individuabile a livello tattile grazie ad un suo modesto ma percettibile spessore. In alto a destra del pannello all’altezza di circa 170 cm si trova un rilevo tattile che invita ad usufruire di un qr-code collegato ad audiodescrizioni della sala espositiva (si può chiedere uno stampato con le credenziali per accedere a una rete wi-fi pubblica OSPITI al personale di accoglienza così come chiedere allo stesso personale di leggere le credenziali a voce). Sul pannello un avviso per le persone fotosensibili per la presenza di animazioni luminose (comunque si è evitato appositamente di utilizzare intermittenze pericolose per le persone caratterizzate da epilessia fotosensibile).
Il pavimento della galleria è caratterizzato da un lievissimo rilievo di pietre-sanpietrini, al centro del pavimento si trova una grata con significative fessure longitudinali atte a intercettare eventuale acqua piovana (lo spazio è al coperto ma deriva da precedente spazio esposto ad eventi atmosferici e per ragioni di sicurezza la grata non si può coprire).
Scopri le APP da utilizzare per una migliore autonomia personale
Esistono molte app gratuitamente e facilmente installabili sul proprio smartphone, che sia Android o iOS, per migliorare la propria autonomia personale anche in occasione di visite a esposizioni museali e gallerie così come altre app ci permettono di entrare più facilmente in comunicazione e sintonia con persone con caratteri speciali:
- alcune app come come Seeing AI consentono di comprendere, identificare e descrivere gli oggetti inquadrati dallo smartphone grazie ad un sistema algoritmico di riconoscimento del visuale in continua fase di apprendimento (ultima arrivata Gemini Live e grande interesse tra le comunità di ipovedenti e persone cieche suscita il debutto delle funzioni di accessibilità degli smart glasses);
- Bee my eyes consente alle persone cieche e ipovedenti gravi una call con un@ volontari@ umana capace di illustrare a voce l’ambiente che le circonda;
- le app che consentono di utilizzare le oramai popolarissime intelligenze artificiali generative come claude, chat-gpt oppure gemini consentono anche di ottenere descrizioni di una foto o di un quadro nel tono di voce preferito;
- app native nella sezione accessibilità di Android come TRASCRIZIONE ISTANTANEA oppure su iOS NOTE E MEMO VOCALI consentono di ottenere trascrizioni testuali dell’audio che ci circonda, se non conosciamo la Lingua dei Segni Italiana (LIS), un dizionario per la lingua dei segni come Spread the Sign ci permette di provare a comunicare con le persone sorde;
- un sistema di typing che produce testo molto grande come orbiting.com ci permette di comunicare più facilmente con chi ha problemi di udito o di interpretazione cognitiva;
- Chromatic Vision Simulator ci permette di verificare le percezioni di una persona daltonica (8% della popolazione maschile);
- un simulatore di gravi problemi di vista come Tengo Baja Visión ci permette di mettersi nei panni (o nelle scarpe come dicono gli inglesi) di una persona ipovedente grave;
- per finire la migliore risorsa possibile è sempre quella umana, quindi, andare con una persona amica o chiedere aiuto e descrizioni a chi è presente alla mostra è l’opzione principale per rapportarsi “all’arte” nella maniera più piacevole e sana possibile.
Video in Lingua dei Segni Italiana


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Audio-recensione AI
delle opere esposte nella mostra
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Una selezione significativa delle opere esposte nelle teche della Colleoni e difficilmente godibili da chi è in sedia su ruote, bambine/i e persone di bassa statura









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Scopri la Sala Colleoni spiegata con testo facile da leggere
La Sala Colleoni
Nella Sala Colleoni ci sono molte opere del Maestro Lamberto Pignotti, con molti manifesti originali sulle pareti.
Le opere dell’autore
Ci sono disegni piccoli e medi. Questi disegni sono del periodo in cui l’autore viveva a Firenze. Sono disegni difficili da vedere di solito.
Ci sono altre opere:
- collage
- testi fatti con ritagli di giornale
- quadri fatti a mano
- quadri fatti con la grafica e la fotografia
- opere con l’icona tipica del francobollo
- opere molto piccole
Manifesti e fotografie
Nella sala ci sono locandine e manifesti. Questi manifesti raccontano momenti importanti per:
- la Poesia Visiva italiana
- la vita e il lavoro dell’autore
La Poesia Visiva è un tipo di arte. Unisce le parole scritte e le immagini.
Ci sono alcune fotografie che mostrano…
Il lavoro con altri artisti
Nella sala trovi opere fatte insieme a:
- Giovanni Fontana
- Bianca Menna
- Bruno Aller
- Piero Varroni
- Lucia Sapienza
Ci sono anche documenti che vengono da altri archivi. Questi archivi sono di:
- Sylvia Franchi
Carlo Palli
Le teche con riviste e libri
Dentro le teche trovi:
- libri
- edizioni speciali
- fotografie
- informazioni su mostre
- informazioni su conferenze
- pubblicazioni
- riviste
- trascrizioni di testi
Il video
Uno schermo/tv è a ridosso della paratia dell’ingresso nella Colleoni.
Lo schermo mostra un video. Il video si ripete sempre.
Nel video c’è un’intervista a Lamberto Pignotti.
Leggi il racconto in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) della Sala Colleoni

Scopri la Galleria Accademia Contemporanea spiegata in testo facile da leggere
La Galleria Accademia Contemporanea
Cosa trovi nello spazio per la mostra
In questo spazio ci sono:
- schermi
- una proiezione grande
- un pannello luminoso (Light-box)
Un Light-box è un pannello che si illumina da dentro. Mostra immagini o fotografie.
La proiezione grande
Sulla vetrata c’è un telo grande. Sul telo si vede una proiezione.
La proiezione ha anche l’audio. L’audio si sente in tutto lo spazio.
Sul telo grande si vedono video diversi. I video si ripetono sempre in sequenza.
Questi video sono soprattutto artistici. Non sono video che spiegano fatti o documenti.
I due schermi
Nello spazio ci sono anche due schermi.
Un schermo è orizzontale. Un schermo è verticale.
Per questi due schermi, l’audio si ascolta con le cuffie.
Lo schermo orizzontale
Su questo schermo si vede un collage di video. I video sono interviste.
Le interviste vengono dal web. I video si ripetono sempre.
Lo schermo verticale
Su questo schermo si vede un video intervista.
È la stessa intervista della Sala Colleoni. Ma qui il video ha un formato verticale.
Il video mostra soprattutto Lamberto Pignotti.
Questo video sembra fatto per i social media. Ma è mostrato su uno schermo grande.
Leggi il racconto in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) della Galleria Accademia Contemporanea

Attenzione all’avviso per persone fotosensibili per la Galleria Accademia Contemporanea

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Una scommessa sul BUDGET (vinta?)
Quando ci siamo posti il problema, con il curatore della mostra collega Prof. Massimo Arduini, quale budget si potesse allocare per le sole soluzioni di accessibilità mi è venuto in mente di fare una “scommessa” domandandomi cosa si potesse fare con la cifra simbolica di 1.000 (mille) euro. Di recente, essendo presente all’inaugurazione del piccolo Museo La Virgola di Castiglioncello ho appreso che è stato investito 1.000.000 (un milione) di euro per la sua ristrutturazione in senso accessibile. E allora ho pensato: ma per tutte quelle situazioni che hanno low budget cosa potrebbero fare di utile con poche risorse? Ed ecco l’idea di questo esperimento di storia sociale che vuole essere anche provocazione e stimolo per attivarsi sull’inclusive design per le tante istituzioni culturali e artistiche italiane che hanno poche risorse economiche. La scommessa di rendere maggiormente accessibile uno spazio espositivo con un budget modesto dovete poi dire voi, visitatrici e visitatori della mostra se è stata vinta o meno. Tutto ciò è stato ovviamente possibile anche grazie al lavoro spesso volontario di tante risorse umane ma anche grazie alle versioni gratuite delle macchine AI generative e all’utilizzo di software libero e sostenibile vario. Il docente-macchinista Enrico Bisenzi ha, utilizzato le sue 74 ore di ricerca dell’a.a. 25-26 per la progettazione delle varie soluzioni di accessibilità qui presentate. Con maggiore budget a disposizione è ipotizzabile peraltro articolare soluzioni maggiormente diffuse in uno spazio espositivo utilizzando, ad esempio, web app ad hoc personalizzabili & tecnologie NFC (Near Field Communication), maggiore utilizzo di soluzioni tattili, eccetera.

CREDITS
Si ringrazia l’istituzione e il personale dell’Accademia di Belle Arti di Roma e in particolare il Prof. Massimo Arduini, il Comune di Roma per il patrocinio, le studentesse e gli studenti Giacomo Sbarra, Ilaria Parea, Alessio Giansante, Dalila De Benedetti per il prezioso lavoro di installazione e accoglienza, CREI Professionisti delle Lingue dei Segni per le traduzioni video in lingua dei segni italiana, il Monkey Lab per la realizzazione dei video con sottotitoli, Cart & Copy per le stampe dei pannelli informativi (rilievi tattili compresi), Melasecca Press Office per il prezioso supporto comunicativo.
A11Y PANEL




Un pensiero su “Una Storia Sociale per la mostra di Lamberto Pignotti all’Accademia di Belle Arti di Roma”