La didattica inclusiva è musica e armonia

Dal 2019 il Conservatorio musicale di Santa Cecilia di Roma porta avanti, grazie alla coordinatrice del servizio inclusione Prof.ssa Teresa Chirico, un processo innovativo di confronto scientifico e sperimentazione su come rendere maggiormente inclusiva la didattica per studentesse e studenti che hanno “bisogni speciali”. Quest’anno ha visto la partecipazione di una platea di esperte in tema di cui riporto alcuni alcune loro preziose osservazioni – avendo avuto il piacere di essere invitato per illustrare l’esigenza di sviluppare storie sociali – e a beneficio di coloro che non erano presenti.

Loredana Gentili

un ipotetico musicista suona uno strumento a corde collegando cuore e cervello

Tantissime e interessantissime le riflessioni di questa esperta in neurodiversità & autismo che ha posto l’attenzione sull’esigenza di soffermarsi sul concetto di ‘funzionamento’ della persona e conseguenti necessità di personalizzazioni nella didattica.

Emozionante il riferimento all’art. 3 della Costituzione italiana che recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua , di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Silvia Dragonetti & Chiara Strada

Le principali difficoltà in conservatorio sono la lettura musicale e testuale, l'organizzazione dello studio,, memoria di lavoro, ansia da prestazione, sovraccarico cognitivo

Delle numerose testimonianze di tutto il lavoro preziosissimo di tutor, assistenti, tecnici di laboratorio ovvero di tutte/i coloro che stanno a diretto contatto con studentesse e studenti (magari in difficoltà) che hanno riportato queste due tutor del conservatorio ci tengo a ricordare una preziosa riflessione sul valore e funzione positiva dell’errore che può avere nel processo didattico, sulle necessarie routine di decompressione da suggerire per affrontare meglio la didattica, nonché su un’originale proposta di utilizzare la carta e nello specifico i quaderni ad anelli per realizzare attraverso fogli mobili mappe concettuali personalizzabili.

Chiara Protani

L'impietoso confronto tra la criptica tradizione del codice di comunicazione aumentativo alternativo e la proposta molto pù efficace di Chiara Protani di grafica comunicativa basata su testo semplice e semplici pittogrammi

La grafica e illustratrice Chiara Protani ci ha illustrato la sua proposta di semplificazione della Comunicazione Aumentativa Alternativa ospitata nella sua appendice del libro Inclusive Design (Obblighi normativi e opportunità espressive) auto-prodotto su Archive.org che meriterebbe ben altra amplificazione, dato che le annose difficoltà interpretative della CAA tradizionale necessitano una riforma estetica quanto mai urgente e necessaria.

Luciana Ferullo

l'alfabeto braille con un utilizzo di puntini in rilevo riesce a trasmettere tattilmente l'essenza comunicativa semantica di numeri parole e note musicali

Questa esperta e appassionata tutor (vedente) ci ha catapultato nella magica costellazione di punti che è l’alfabeto braille capace di permettere, attraverso l’esperienza tattile, di leggere e scrivere lettere (parole), numeri e note musicali.

una stampante braille con i suoi tipici sei tasti per la scrittura in rilievo dei sei punti nel reticolo rettangolare e il tasto centrale per il vuoto o battuta musicale

Alla fine dell’intervento due suoi studenti – orecchi assoluti – ci hanno dato dimostrazione delle loro competenze acquisite.

Il giovanissimo studente cieco Alessandro Maria Verrengion, con un’eleganza e gentilezza di altri tempi, ci ha regalato un’interpretazione musicale al piano di cui riporto di seguito un breve estratto.

Il giovane studente ipovedente Matteo Mazzoni, oltre a portarci la sua stampante braille personale e spiegarci come si può scrivere una partitura musicale (con un’eloquenza invidiabile) ci ha, anche lui, dimostrato la sua capacità di interpretazione musicale al medesimo pianoforte.

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Enrico Bisenzi (UX Inclusive Designer)

Approdato felicemente all’Accademia di Belle Arti di Roma dopo aver insegnato in accademie pubbliche e private (Carrara, Bologna, Pisa, Firenze), come libera professione ha supportato numerose agenzie digitali in ambito SEO (Search Engine Optimization) e usabilità del digitale. Fra i primi in Italia ad occuparsi di inclusive design teorizzando l’esigenza di uno strumento di helpdesk per l’accessibilità per conto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Innovativa), ancor prima che diventasse obbligo della normativa AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Autore del libro INCLUSIVE DESIGN per i tipi dell'Apogeo è alla continua ricerca di soluzioni di inclusive design: in tempi recenti ha convinto Google a modificare l'interfaccia di Google Trends a favore delle persone daltoniche sottoponendo il concept idea C:O:L:O:R:S. prototipato con un sistema di intelligenza artificiale. Il continuo confronto con i suoi studenti sulle modalità espressive inclusive lo ha portato a realizzare l'inedita INCLUSIVE ARTS GALLERY in continua evoluzione. Innamorato della Natura in tutte le sue forme cerca di coinvolgere le giovani generazioni nel riconoscere la biodiversità in ambito urbano attraverso gli Urban Nature Tours anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale che cerca di interpretare in maniera 'inclusiva'. Tutto i post realizzati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo.

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